Si protrae la ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona grazie ad un ritorno alla crescita in Francia

 Si protrae la ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona grazie ad un ritorno alla crescita in Francia

manufacturing-3

[dropcap]S[/dropcap]egnando un positivo inizio del 2014, l’indagine di marzo estende a nove mesi consecutivi la ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona. Nonostante l’Indice finale destagionalizzato Markit Eurozone Manufacturing PMI® è crollato al valore più basso in tre mesi di 53.0, dal 53.2 di febbraio, il valore medio del primo trimestre nel suo insieme di 53.4, è risultato il migliore dal secondo trimestre del 2011.

L’indagine di marzo ha osservato un uniformarsi del bilancio dell’attuale ripresa. Il rallentamento delle nazioni che hanno registrato i risultati migliori a febbraio, Germania, Paesi Bassi e Austria, è stato largamente controbilanciato dalla crescita più veloce in Irlanda (maggiore in 35 mesi), Spagna (maggiore in 47 mesi) e Italia (maggiore in 2 mesi) e dal ritorno all’espansione in Francia che ha portato il PMI di quel paese al valore più alto in 33 mesi.

Per la prima volta in tre mesi il PMI greco è ritornato a rasentare il territorio della contrazione, questo rispecchia principalmente il forte rallentamento della crescita della produzione e dei nuovi ordini (in parte derivato dal rallentamento dei flussi delle esportazioni) e dell’ennesima riduzione dell’organico.

Classifica PMI Manifatturiero per Paese: marzo
Irlanda 55.5 Massimo su 35 mesi
Germania 53.7 (flash 53.8) Minimo su 4 mesi
Paesi Bassi 53.7 Minimo su 7 mesi
Spagna 52.8 Massimo su 47 mesi
Italia 52.4 Massimo su 2 mesi
Francia 52.1 (flash 51.9) Massimo su 33 mesi
Austria 51.0 Minimo su 8 mesi
Grecia 49.7 Minimo su 3 mesi

A marzo la produzione manifatturiera, i nuovi ordini e le esportazioni dell’eurozona sono aumentati per il nono mese consecutivo. Il tasso di crescita della produzione è aumentato e, anche se rallentati, quelli dei nuovi ordini e delle esportazioni sono rimasti tra i più veloci degli ultimi tre anni.

La Germania, nonostante il rallentamento dal valore più alto in 33 mesi di gennaio, ha osservato una forte espansione della produzione e dei nuovi ordini, crescita questa dovuta al buono stato di salute del mercato nazionale. Nonostante il tasso fosse il più debole dallo scorso ottobre, anche i nuovi ordini sono aumentati. Inoltre i Paesi Bassi hanno continuato ad ottenere alcuni tra i risultati migliori anche se il tasso di crescita registrato è rallentato al valore più basso in cinque mesi.

La Francia ha mostrato ulteriori segnali di ripresa, e ciò riflette il solido recupero della crescita dei nuovi ordini e delle esportazioni così come anche l’espansione della produzione per il secondo mese consecutivo. Crescite più forti della produzione, nuovi ordini ed esportazioni segnalate anche in Spagna e Irlanda. L’Italia ha riportato una maggiore tendenza al rialzo per la produzione e per i nuovi ordini destinati al mercato estero ma un aumento più debole dei nuovi ordini totali.

Incoraggiando inoltre un ulteriore e leggero aumento dei livelli occupazionali, che hanno continuato ad incrementare durante il primo trimestre dell’anno, la maggiore domanda ha causato un’accumulazione del lavoro inevaso presso i manifatturieri dell’eurozona.

La Grecia e i Paesi Bassi sono state le uniche nazioni ad aver riportato riduzioni dei livelli occupazionali durante l’ultima indagine. L’Irlanda ha registrato un forte aumento dei livelli occupazionali che sono invece aumentati appena nelle altre nazioni coperte dall’indagine.

Sul fronte dei prezzi, quelli medi di acquisto sono diminuiti per il secondo mese consecutivo al tasso più veloce dallo scorso luglio. I prezzi di acquisto sono diminuiti in tutte le nazioni coperte dall’indagine ad eccezione dell’Irlanda.

La forte competizione ha causato una leggera contrazione dei prezzi medi di vendita, la prima registrata dall’agosto 2013. Ulteriore scontistica applicata in Spagna, Irlanda e Grecia, mentre, dopo gli aumenti di febbraio, risulta diminuita in Germania, Italia, Francia e Austria. I Paesi Bassi è stata l’unica nazione che ha registrato un aumento dei prezzi di vendita.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha dichiarato: «Nonostante a marzo la crescita manifatturiera dell’eurozona sia diminuita leggermente, il settore continua a godere del migliore momento di espansione dall’inizio del 2011. Il tasso di crescita della produzione rimane forte e incoraggiante con un aumento mostrato dall’indagine durante il primo trimestre dell’1.0%. Ciò significa che il settore manifatturiero va nella giusta direzione nel fornire un forte stimolo per l’economia in generale durante i primi tre mesi dell’anno, con un aumento del PIL segnalato dall’indagine di circa lo 0.5%. Mentre l’indagine, con l’aumento della produzione in tutte le nazioni coperte dall’indagine per il secondo mese consecutivo, mostra un quadro di ripresa manifatturiera a tutto tondo, il leggero rallentamento del tasso dei nuovi ordini aumenta il rischio di un altro indebolimento della crescita della produzione ad aprile. Assieme al nuovo crollo dei prezzi di vendita, i segnali di rallentamento della produzione e dei nuovi ordini servono da monito del fatto che la ripresa del settore non è ancora in atto e che dipende, almeno in parte, dalla scontistica applicata per stimolare le vendite. Tali segnali deflazionistici continueranno a destare preoccupazioni ai responsabili decisionali e rendono molto probabili ulteriori incentivi da parte della BCE»

Redazione

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