Si può accedere alla “Sabatini-bis” anche senza il notaio

 Si può accedere alla “Sabatini-bis” anche senza il notaio

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[dropcap]N[/dropcap]el giro di pochi giorni si è aperta e chiusa una questione relativa alla procedura per l’accesso alle agevolazioni della cosiddetta “Sabatini-bis“ che, qualora non chiarita in tempi rapidi come in effetti è accaduto, avrebbe potuto “raffreddare” in modo considerevole l’attenzione che si registra da parte delle pmi nei confronti della predetta “Sabatini-bis”.

Lunedì scorso una comunicazione interna dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) richiedeva alla banche impegnate nell’erogazione dei finanziamenti agevolati di accogliere le domande presentate non dall’impresa ma da un terzo espressamente autorizzato (commercialista, associazione di categoria, ecc.) soltanto nel caso in cui corredate da procura notarile. Questa precisazione ha però sollevato, nel giro di poche ore, perplessità e proteste, soprattutto dal mondo delle pmi, a causa dei costi che avrebbe comportato, qualora accettata e fatta propria da tutti gli istituti destinatari.

I dubbi degli imprenditori erano altresì giustificati dalle istruzioni contenute dalla Guida pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo economico (MISE), che riteneva sufficiente una procura speciale accompagnato dalla copia di un documento di identità dell’interessato.

Lo stesso Ministero ha però fornito un chiarimento nel giro di pochi giorni: è stato infatti pubblicato ieri, 3 aprile, una breve nota contenuta nella “Faq” n. 1.9 della sezione “Beni strumentali – Nuova Sabatini” del sito on line del MISE la quale, testualmente, affermare quanto segue: “La procura speciale conferita dall’impresa ad un terzo per la presentazione della istanza di accesso alle agevolazioni di cui all’art. 2 del decreto-legge n. 69/2013 può essere conferita con le formalità di cui agli articoli 21 e 38 del DPR 445/2000. Non è pertanto necessario che la procura sia redatta con atto pubblico, tramite notaio, purché ciò sia consentito dall’atto costitutivo e dallo statuto dell’impresa richiedente”.

A questo punto può essere utile riepilogare brevemente i punti più importanti della agevolazioni in oggetto, così come illustrati nel sito del MISE.

La “Sabatini – bis”  è finalizzata ad accrescere la competitività del sistema produttivo nazionale e a migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (pmi).

Lo strumento è quindi rivolto alle piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.

Nel dettaglio, la misura prevede:

  1. la costituzione presso Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) di un plafond di risorse (fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro) che le banche e gli intermediari finanziari, previa adesione a una o più apposite convenzioni tra il Ministero per lo Sviluppo Economico (sentito il Ministero dell’Economia e delle Finanze), l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e Cdp, potranno utilizzare per concedere alle pmi, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e 2 milioni di Euro a fronte degli investimenti sopra descritti;
  2. la concessione da parte del MISE di un contributo in favore delle pmi, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari di cui al punto precedente, in relazione agli investimenti realizzati. Lo stanziamento complessivo di bilancio è pari a 191,5 milioni di euro per gli anni 2014-2021. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni;
  3. la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario di cui al punto 1, con priorità di accesso.

La norma del decreto-legge Del Fare è stata attuata con il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 27 novembre 2013.

Per quanto riguarda la procedura per la concessione del contributo, è stato previsto un meccanismo automatico e di accesso semplificato. Infatti, l’impresa presenta alla banca, tramite posta elettronica certificata, un’unica dichiarazione-domanda per la richiesta del finanziamento e per l’accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Una volta che la banca ha adottato la delibera di finanziamento, il Mise procede, in tempi molto contenuti, alla concessione del contributo e a darne comunicazione all’impresa.

L’erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione.

Le domande per la richiesta dei contributi e dei finanziamente possono essere inoltrate dalle imprese a partire dal 31 marzo 2014 alle banche e agli intermediari finanziari aderente alla convenzione tra il Ministero dello Sviluppo economico, Cassa depositi e prestiti e l’Associazione bancaria italiana.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti

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