Si riducono i tempi di pagamento e i protesti delle microimprese

 Si riducono i tempi di pagamento e i protesti delle microimprese

tabella-1[dropcap]N[/dropcap]el secondo trimestre del 2014 è continuato il miglioramento delle abitudini di pagamento delle imprese sopravvissute alla crisi: si sono ridotti i tempi di attesa per la liquidazione delle fatture ed è fortemente diminuito il numero di società protestate, pur rimanendo a livelli ben superiori rispetto a quelli pre-crisi. I dati di Payline – il database di Cerved che monitora le esperienze di pagamento di 2,5 milioni di imprese italiane – indicano che tra Aprile e Giugno 2014 le imprese hanno pagato mediamente in 77 giorni, 0,8 in meno dello stesso periodo dell’anno precedente, grazie al calo dei ritardi (-1,5 giorni), in parte compensato dall’aumento dei tempi concessi dai fornitori (+0,7 giorni). L’accorciamento dei tempi di attesa è concentrato tre le microimprese e dipende sia da un calo dei ritardi, sia da un irrigidimento delle condizioni in fattura: è un fenomeno che si deve in parte all’uscita dal mercato delle società più fragili e, in parte, alla maggiore cautela delle aziende nella concessione di fidi commerciali, soprattutto verso controparti rischiose. Viceversa, risultano in aumento i tempi di pagamento delle pmi, per il doppio effetto di scadenze più lunghe e di maggiori ritardi, e quelli delle società maggiori, per cui invece si osserva un calo dei ritardi di un giorno compensato da termini in fattura più lunghi di 2,1 giorni.

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In tutte le fasce dimensionali si è ridotta nel secondo trimestre del 2014 sia la presenza di imprese puntuali, sia la presenza di imprese con ritardi di oltre due mesi, situazioni che possono sfociare in mancati pagamenti o in veri e propri default, con una distribuzione dei ritardi meno polarizzata rispetto a quella dell’anno precedente. Tra Aprile e Giugno sono state protestate 17 mila società, circa un quinto in meno rispetto allo stesso periodo del 2013. È un miglioramento che dura da quattro trimestri consecutivi e che interessa soprattutto le microimprese (il 93% delle società protestate sono aziende con un giro d’affari inferiore a due milioni di euro), anche se i livelli pre-crisi risultano ancora lontani. Il calo rispetto al 2013 delle società protestate coinvolge tutti i settori, in particolare l’industria, in cui il numero di società con almeno un protesto è sotto i livelli del 2007. I dati territoriali indicano che la riduzione di imprese in grave ritardo e di società protestate riguarda tutta la Penisola, anche se nel Centro e soprattutto nel Sud la presenza di aziende con situazioni problematiche risulta nettamente maggiore rispetto a quanto si osserva nelle regioni settentrionali. I dati indicano infatti che nel Mezzogiorno pagano con oltre due mesi di ritardo l’11,7% delle imprese monitorate (il 5,3% nel Nord Ovest e il 4,8% nel Nord Est) e sono protestate 7,3 mila società, un dato superiore di circa il 21% rispetto a quello osservato nel 2007.

Redazione

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