Social Abilities per le pmi italiane

 Social Abilities per le pmi italiane

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[dropcap]T[/dropcap]ra novembre 2013 e maggio 2014 SR Formazione e CDO Saronno hanno condotto con amcservices una survey su un campione di circa 140 pmi, allo scopo di analizzare la presenza e lo sviluppo delle social media abilities nelle pmi italiane. Il grafico a torta riporta la dimensione delle aziende che hanno partecipato alla survey.

Dai risultati dell’indagine, l’85% del campione dichiara di avere un sito web attivo, mentre solo il 19% possiede un blog. Per quanto riguarda la presenza sui canali social, il 60% delle aziende contattate dichiara di possedere un profilo social aziendale, sebbene solo il 30% disponga di un profilo Linkedin.

Un focus particolarmente significativo è stato fatto sulla gestione della presenza on line: si è indagato se e quanti dipendenti all’interno delle aziende vengono occupati in attività legate alla comunicazione sui social media e, nel caso in cui non fosse prevista una risorsa dedicata, si è cercato di indagare se e quanti fornitori esterni vengano coinvolti.

Il 32% delle aziende non ha risorse dedicate alla gestione degli ambienti on line (45 rispondenti). Il 30% ne ha una (42 rispondenti) e il 27,8% ne ha da 2 a 5 (39 rispondenti).
Per quanto riguarda invece il numero di fornitori esterni coinvolti nella gestione degli ambienti on line si sono ricavati i seguenti dati:

Il 44% delle aziende non utilizza fornitori esterni (61 rispondenti). Il 39% si serve di un solo fornitore esterno (54 rispondenti). L’11,6% di due fornitori (16 rispondenti). I fornitori esterni sono utilizzati per lo più per servizi di hosting e manutenzione (60 aziende), grafica (44 aziende) e sviluppo software (40 aziende). Solo 19 aziende utilizzano fornitori esterni per consulenza strategica e monitoraggio dei risultati.
E dove si colloca in questo scenario l’attività del monitoring e del Social CRM?
Si sono indagate le due aree di interesse e se ne sono ricavati degli interessanti spunti di riflessione; in particolar modo ci si è chiesti quanto le aziende ascoltino il web per capire cosa dicono i clienti e i competitor delle proprie offerte e dei propri marchi, servizi etc (in una scala da 1 a 5 dove 1 indica non implementato e 5 completamente strutturato). Le risposte sono riportate nel seguente grafico:

90 aziende (67,6 %) dichiarano di ascoltare il web per conoscere opinioni e competitor (valori da poco implementato a completamente strutturato). Nello specifico la risposta “completamente strutturato è stata data da 31 rispondenti che rappresentano il 23% dei casi analizzati.
Nonostante molte aziende dichiarino di ascoltare il web in modo costante e struuturato, sono 82 (61,6%) quelle che non aggiornano il database clienti attraverso i dati provenienti dai social network. Il grafico seguente mostra il grado di implementazione (scala di valori da 1 a 5 dove 1 indica non implementato e 5 completamente strutturato) di questa attività:

Il dato cambia se si considerano solo le aziende che hanno dichiarato di avere un blog, infatti il 40,7% delle aziende con blog dichiara che l’attività di ascolto del web è completamente strutturata. La percentuale scende a 18% se si guarda alle imprese che non hanno un blog.

Il 25,9% delle aziende con blog dichiara che l’aggiornamento del database clienti con le informazioni e dati provenienti dai social network è un’attività completamente strutturata. Il dato scende a 11% per le aziende che non hanno un blog. Al contrario il 51,8% (14 aziende) dichiara questa attività per nulla presente nelle pratiche aziendali.

Riassumendo, i social media rappresentano per le pmi un’area di sviluppo futuro, una opportunità ancora largamente inespressa, su cui occorre un forte ri-orientamento delle strategie di comunicazione e dello sviluppo delle competenze: troppe pmi sono fuori dai social media o li utilizzano in modo parziale o errato; poche pmi hanno capito il valore dei social media come strumento per ascoltare il mercato e aggiornare il proprio database clienti. La visione dei social network come “vetrine” risulta ancora predominante rispetto alla visione del mondo web e social come terreno di progettazione organizzativa e di gestione d’azienda: le logiche dell’extended enterprise, del social engagement e del web monitoring sembrano un lontano miraggio anche se di fatto le pmi nel mondo “web e social” hanno strutturalmente alcuni vantaggi rispetto alle grandi aziende: catena gerarchica e decisionale corta, concentrazione dei processi di marketing vendita e post-vendita in pochi manager se non direttamente nell’imprenditore, abitudine a lavorare in “rete” con partner e stake-holders.
Il successo dell’impresa italiana passa anche dal web, ci vediamo nei social!
Per ulteriori informazioni è possibile contattare Maurizio Mesenzani alla mail info@amcservices.it.

Maurizio Mesenzani

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