Solo l’iscrizione all’AIRE prova la residenza all’estero

 Solo l’iscrizione all’AIRE prova la residenza all’estero

Il contribuente che intende trasferire la propria residenza fiscale in Svizzera deve necessariamente iscriversi all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE).

Non basta, infatti, il semplice possesso di un’auto e di un’abitazione in Svizzera per dimostrare il cambio di residenza fiscale all’estero.

È questo il principio sancito dalla Commissione Tributaria Regionale di Milano – Sezione Distaccata di Brescia che, con recente sentenza, ha disconosciuto la residenza fiscale in Svizzera di un contribuente (sentenza n.2860/65/16, Presidente Dott. FRANGIPANE Giovanni, depositata in segreteria il 12 maggio 2016 e liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – sezione Documenti).

Secondo i giudici meneghini, infatti, “qualora il cittadino abbia spostato la propria residenza all’estero, occorre provvedere alla cancellazione dall’anagrafe tributaria e contestualmente all’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). Tale circostanza costituisce presupposto necessario al fine di rendere opponibile il trasferimento della residenza all’estero. Nel caso di specie il contribuente non ha provveduto alla cancellazione dall’anagrafe tributaria e alla successiva iscrizione all’Aire”.

La vicenda può essere così sintetizzata: l’Agenzia delle Entrate aveva notificato ad un contribuente un avviso di accertamento con il quale contestava l’omessa dichiarazione, ai fini Irpef, della pensione corrispostagli, nell’anno 2007, dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti. Il contribuente, impugnava il predetto avviso di accertamento deducendo che nell’anno 2007 era residente ai fini fiscali in Svizzera. Il giudice di primo grado respingeva il ricorso e condannava il ricorrente. Quest’ultimo proponeva appello ribadendo i motivi sostenuti in primo grado e, inoltre, per dimostrare la sua residenza fiscale in Svizzera, adduceva una serie di ulteriori elementi quali: la disponibilità di un’abitazione condotta in locazione sin dal 1998, le fatture attestanti il pagamento del canone per la ricezione di programmi televisivi, le fatture per energia elettrica, il possesso di un’automobile immatricolata in Svizzera e, infine, la dichiarazione di un Parroco svizzero comprovante la partecipazione del contribuente all’attività sociale della comunità.

Secondo i giudici lombardi, invece, tali elementi non sono sufficienti a dimostrare il cambio di residenza fiscale poiché “la circostanza per cui, di fatto, possiede un’abitazione e un’auto in Svizzera non può di per sé superare la presunzione di residenza, attesa la rigida normativa in materia. Va, inoltre, rilevato che agli atti risulta la presenza costante e prevalente del contribuente in Italia per effetto dell’attività professionale esercitata, nonché dalla compilazione degli studi di settore”.

A tal proposito, infatti, si ricorda che l’art. 2 del D.P.R. n.917/1986 (TUIR), ai fini delle imposte sui redditi stabilisce che si considerano residenti nello Stato italiano le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta: 1) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente; 2) hanno la residenza o il domicilio nel territorio dello Stato italiano ai sensi del codice civile.

Alla luce di quanto sopra esposto, dunque, ne deriva che l’iscrizione all’AIRE rappresenta sicuramente un presupposto fondamentale per rendere effettivo il trasferimento della residenza all’estero.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

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