I dati di giugno dell’indagine S&P Global Italy Business Outlook mostrano che le imprese italiane hanno riportato le aspettative di crescita più deboli da un anno. Negli altri ambiti monitorati dall’indagine, come occupazione, prezzi e redditività, le proiezioni delle aziende sono cambiate poco rispetto all’inizio dell’anno (poco prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente). Le imprese hanno però segnalato intenzioni di investimento leggermente più solide, sia in capex sia in ricerca e sviluppo, con una fiducia in questi ambiti ben superiore alle rispettive medie dell’Eurozona.
Il saldo netto delle imprese che prevedono un aumento dell’attività nei prossimi 12 mesi si è attestato a +24% a giugno. In calo dal +28% di febbraio e quindi ulteriormente sotto il livello di trend, si tratta della lettura più debole da esattamente un anno. Il sentiment italiano resta comunque migliore rispetto alla media dell’Eurozona (+16%) e a quella globale (+23%).
A livello settoriale, a giugno si è registrata una perdita di fiducia sia tra i produttori manifatturieri sia tra i fornitori di servizi. I primi hanno mostrato la riduzione maggiore, scendendo a +33% dal massimo quinquennale di +43%. Il saldo netto dei servizi è calato solo lievemente rispetto a febbraio (+23%), ma le aspettative registrate nell’ultimo periodo di rilevazione (+21%) sono le meno ottimistiche da ottobre 2023.
Le imprese sperano diffusamente in un quadro geopolitico più stabile, con catene di fornitura più efficienti, minori tensioni internazionali e costi più bassi. A livello aziendale, tra le opportunità citate più spesso figurano i piani di espansione verso mercati non ancora presidiati, l’aumento dell’adozione dell’AI e il lancio di nuovi prodotti.
Oltre al rischio di un prolungamento delle tensioni geopolitiche, le imprese intervistate hanno identificato diverse minacce alla crescita nei prossimi 12 mesi, tra cui la concorrenza estera, le pressioni inflazionistiche, i tassi di interesse elevati e le interruzioni delle catene di fornitura.
Piani di spesa in capex più solidi, mentre le aspettative su assunzioni e R&S si ancorano alle medie di lungo periodo
Il sentiment sugli investimenti futuri è migliorato a metà anno. In risalita dal minimo di oltre cinque anni di febbraio (+10%), il saldo netto della spesa in conto capitale si è attestato a +15% a giugno. Un valore di nuovo sopra la media di lungo periodo (+11%) e nettamente più solido del dato dell’Eurozona (+2%).
Anche le intenzioni di investimento in ricerca e sviluppo sono aumentate, con il saldo netto salito dal +7% di febbraio al +12% di giugno. Un dato in linea con la media dell’indagine e di nuovo superiore a quello dell’area della moneta unica (+2%). In entrambi i casi, il manifatturiero si è mostrato leggermente più ottimista dei servizi.
Il saldo netto delle imprese italiane che prevedono un aumento degli organici si è attestato a +8% a giugno, replicando la lettura di febbraio. I piani di assunzione in Italia restano più favorevoli rispetto all’Eurozona, dove si prevede un calo (-1%).
Pressioni sui prezzi di intensità simile da inflazione salariale e costi di input
A fronte di piani di assunzione stabili, il saldo netto delle imprese che prevedono un aumento dei costi del personale è rimasto fermo a +28% a giugno. Anche in questo caso, un valore molto più contenuto rispetto alle aspettative di inflazione salariale dell’Eurozona (+42%).
Quadro simile per i costi non legati al personale, con la differenza che il saldo netto delle imprese che si attendono una maggiore inflazione dei costi di input è salito a +29% a giugno (dal +28% di febbraio). Sia per i costi del personale sia per gli altri costi, il manifatturiero prevede pressioni più forti rispetto ai servizi, con saldi netti rispettivamente a +36% e +26%.
Come accade ormai da un anno, un saldo netto del +20% delle imprese prevede di aumentare i propri listini nei prossimi 12 mesi. Dietro questo dato, la divergenza settoriale si è ampliata: le previsioni più solide del manifatturiero hanno compensato la revisione al ribasso dei servizi (rispettivamente +31% e +16%).
Previsioni sui profitti sostanzialmente invariate rispetto a inizio anno
In linea con le aspettative sui prezzi, le proiezioni di redditività delle imprese private italiane sono cambiate poco rispetto a febbraio. Il saldo netto è sceso a +13% a giugno dal +14% precedente, comunque la lettura più bassa da un anno. A livello settoriale, manifatturiero e servizi si sono mostrati ugualmente ottimisti nelle previsioni sui profitti.
Commento
Commentando i dati dell’indagine Italy Business Outlook, Eleanor Dennison, Economist di S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato:
“Nonostante le forti turbolenze che hanno interessato il contesto economico globale negli ultimi mesi, i dati dell’Italy Business Outlook si sono mossi poco tra febbraio e giugno. L’unico cambiamento significativo è stata la lieve revisione al ribasso delle previsioni di crescita per l’anno a venire, che ha spinto la lettura ulteriormente sotto la sua media.
“Gli esiti dipendono in larga misura dalla possibilità di raggiungere una risoluzione del conflitto in Medio Oriente e dalla forma che questa assumerà. Dagli ultimi dati emerge che le imprese italiane non sono più preoccupate di prima per le pressioni sui prezzi: le aspettative di inflazione dei costi di input sono sostanzialmente in linea con la media degli ultimi tre anni, pur restando elevate rispetto agli standard storici.
“Il dato positivo è che le imprese italiane appaiono più propense a destinare risorse agli investimenti in ricerca e sviluppo e in capex. L’implementazione dell’AI è stata spesso indicata come uno strumento chiave a sostegno delle ambizioni di crescita delle aziende.”
