S&P Global PMI®: accelera il tasso di contrazione dell’attività economica dell’eurozona, a causa della morsa inflazionistica

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Dalla lettura degli ultimi dati S&P Global PMI®, l’attività economica del settore privato dell’eurozona ha indicato il più netto calo in 18 mesi, registrando una contrazione mensile consecutiva per la prima volta da fine 2024. A pesare sui livelli di produzione è stata l’ennesima contrazione della domanda di merci e servizi dell’eurozona, con i mercati di esportazione (incluso il commercio intra-eurozona) in netta frenata: i nuovi ordini esteri sono infatti crollati al tasso più rapido in cinque mesi. Segnali di indebolimento si sono osservati anche nel mercato del lavoro dell’eurozona, con perdite di posti di lavoro maggiori.

Sui prezzi di maggio, quelli di acquisto sono cresciuti ancora di più, continuando a toccare record da fine 2022. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è accelerato per il terzo mese consecutivo.

L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® della Produzione Composita dell’Eurozona– una media ponderata dell’Indice PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice PMI dell’Attività Economica Terziaria – a maggio ha di nuovo registrato un calo, scendendo ancora di più al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0. L’indice segnala un tasso di declino maggiore dell’attività economica del settore privato. La contrazione, da 48.8 di aprile a 48.5 di maggio, è stata modesta ma la più netta in un anno e mezzo. Dai dati si evince che i livelli di attività totale del settore privato dell’eurozona sono stati trascinati in basso dai servizi: questo poiché la produzione manifatturiera è nuovamente aumentata, anche se più lentamente.

Analizzando le quattro singole nazioni dell’eurozona i cui dati compositi sono disponibili, si evince che la contrazione è soprattutto dovuta alle due maggiori economie del blocco della moneta unica, Germania e Francia. L’Italia e la Spagna hanno registrato un’espansione dell’attività del settore privato, sebbene a tassi di crescita marginali.

Nell’insieme, la domanda ricevuta a maggio di beni e servizi dell’eurozona si è indebolita di nuovo, segnalando il terzo mese consecutivo di calo dei nuovi ordini totali. Anche se rallentato rispetto ad aprile, il tasso di declino è stato tuttavia il secondo più elevato da novembre 2024. A frenare maggiormente le vendite sembra siano stati i nuovi ordini ricevuti dall’estero, considerando che il calo delle esportazioni del settore privato è stato il più rapido in un anno.

Con la riduzione dei nuovi ordini, le imprese dell’eurozona hanno riportato a maggio livelli di capacità in eccesso. La diminuzione delle commesse in giacenza è stata la maggiore in 14 mesi, anche se in quest’ultima indagine è anche emersa una riduzione dell’occupazione del settore privato, la più elevata degli ultimi cinque anni e mezzo, anche se generalmente lieve.

Un importante dato emerso dall’indagine di marzo riguarda i prezzi. L’ultima rilevazione ha infatti mostrato nell’economia dell’eurozona un’ulteriore intensificazione delle pressioni inflazionistiche. I costi sostenuti dalle aziende hanno indicato il maggiore rialzo in tre anni e mezzo, mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è salita al record in 38 mesi.

Il lato positivo è che maggio ha indicato una modesta ripresa della fiducia, con aspettative future migliorate rispetto ai minimi di aprile. L’ottimismo resta tuttavia debole rispetto alla media storica e nettamente inferiore ai valori osservati prima dell’inizio del conflitto mediorientale.

S&P Global Eurozone Services PMI

L’Indice S&P Global PMI sull’Attività Economica del Terziario dell’Eurozona di maggio ha di nuovo indicato una stima inferiore a 50.0, segnalando un forte declino della produzione. Da 47.6 di aprile l’indice è minimamente aumentato posizionandosi a maggio su 47.7 e segnalando un calo marginalmente più lento del mese precedente.

Il dato importante segnalato in quest’ultima indagine è il flusso ridotto di nuovi ordini ed estende a tre mesi l’attuale sequenza di calo della domanda di servizi dell’eurozona. Il livello del lavoro inevaso si è inoltre ridotto, nonostante il numero degli addetti nel settore siano diminuiti per la prima volta da gennaio 2021.

Le previsioni economiche di maggio sui prossimi 12 mesi sono in un certo senso migliorate, ma hanno registrato il secondo valore più basso in un anno.

La pressione dei costi affrontati dal settore ha continuato ad aumentare, come accade ogni mese dall’inizio della guerra in Medio Oriente. L’inflazione dei prezzi di vendita ha però registrato solo un lieve rialzo rispetto ad aprile.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&PGlobal Market Intelligence, ha dichiarato: “Con l’attività economica che a maggio ha indicato il secondo mese consecutivo di calo, appare sempre più probabile che in questo secondo trimestre l’economia scivoli in contrazione. A meno che a giugno non vi siano cambiamenti significativi, i dati PMI indicano un calo del PIL trimestrale dello 0.2%. La pressione dei prezzi è intanto salita ai livelli più preoccupanti in più di tre anni, provocando timori di un’inflazione che nei prossimi mesi potrebbe avvicinarsi al 4%. La BCE non accoglierà felicemente questa pressione dei prezzi, e tenderà ad agire rapidamente per evitare che l’aumento dell’inflazione si consolidi. Tuttavia, il timore dei responsabili delle politiche monetarie è certamente quello di un rialzo dei tassi in una fase di rallentamento economico, che farebbe crescere il rischio di recessione. Quindi, se un rialzo dei tassi di interesse potrebbe essere visto come un’assicurazione, altri aumenti sarebbero di difficile applicazione se l’economia continua a indebolirsi, soprattutto perché lo stesso rallentamento della domanda limiterà il potere sui prezzi e la crescita dei salari.”