S&P Global PMI: ad agosto il settore manifatturiero italiano rimane in contrazione

 S&P Global PMI: ad agosto il settore manifatturiero italiano rimane in contrazione

Gli ultimi dati PMI® hanno mostrato che il settore manifatturiero italiano è rimasto in contrazione nel mese di agosto. La produzione industriale è diminuita per la seconda volta in altrettanti mesi, con un ritmo ancora moderato, anche se più lento, in presenza di un ulteriore forte calo dei nuovi ordini. Di conseguenza, le imprese hanno ridotto gli acquisti e le scorte post-produzione sono aumentate più rapidamente.

Ad agosto, la debolezza della domanda ha tuttavia contribuito a un ulteriore allentamento delle pressioni inflazionistiche. Gli oneri di spesa sono aumentati al ritmo più lento dall’ottobre 2020, mentre il tasso di inflazione dei costi si è attenuato fino a raggiungere il minimo in 17 mesi.

L’indice destagionalizzato S&P Global PMI® (Purchasing Managers’ Index®) del settore manifatturiero italiano ha registrato un valore di 48.0 ad agosto, in calo rispetto al 48.5 di luglio, segnalando un ulteriore peggioramento della salute del settore manifatturiero. Si tratta della lettura PMI più bassa in oltre due anni.

Il deterioramento prolungato delle condizioni economiche di agosto è stato determinato da un ulteriore calo della produzione e dei nuovi ordini.

Il volume degli ordini è diminuito per il quarto mese consecutivo, a causa della debolezza della domanda dei clienti sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, il ritmo della contrazione è rimasto pressoché invariato rispetto a luglio, rimanendo netto e storicamente marcato. La debolezza della domanda è derivata anche dai mercati esteri in agosto, come evidenziato da un solido calo dei nuovi ordini destinati all’esportazione.

Di conseguenza, la produzione industriale in Italia si è nuovamente contratta, con l’ultimo calo attribuito dalle aziende partecipanti alla debolezza della domanda. Nonostante l’attenuazione su base mensile, il ritmo di riduzione è stato ancora una volta solido.

Altrove, i produttori di beni hanno ridotto ulteriormente gli acquisti di input in agosto, secondo quanto riferito, in risposta al calo della produzione. Il tasso di diminuzione dell’attività di acquisto è stato il più rapido dell’attuale sequenza di tre mesi e complessivamente forte. Di conseguenza, le scorte delle materie prime e dei semilavorati sono aumentate a un ritmo solo marginale, collegato dagli intervistati alla consegna di beni acquistati in precedenza.

Il calo degli acquisti di fattori produttivi ha contribuito ad alleviare ulteriormente i problemi di approvvigionamento nel mese di agosto. I tempi medi di consegna dei fattori produttivi si sono nuovamente allungati, ma al minimo dalla fine del 2020.

Nel frattempo, tra segnalazioni di vendite deboli che hanno lasciato articoli invenduti nei magazzini, le scorte di prodotti finiti presso i produttori italiani sono aumentate ad agosto al terzo tasso più rapido mai registrato.

I dati di agosto hanno inoltre evidenziato un ulteriore aumento della forza lavoro presso i produttori di beni italiani, nonostante una solida riduzione del lavoro arretrato.

Ciò detto, il tasso di creazione di posti di lavoro è rallentato notevolmente, riducendosi a un ritmo solo frazionale.

Alcune notizie positive sono giunte in merito alle pressioni inflazionistiche nel mese di agosto, con i dati PMI che suggeriscono che i tassi di aumento hanno superato i recenti picchi. Gli oneri di costo sono aumentati al ritmo più lento dall’ottobre 2020, tra segnalazioni di pressioni al ribasso sui prezzi delle materie prime. Di conseguenza, i costi medi di fabbrica sono aumentati al ritmo più debole degli ultimi 17 mesi, anche se nel complesso sono rimasti elevati.

Guardando al futuro, le imprese hanno mantenuto un generale ottimismo sulle prospettive di produzione per i prossimi dodici mesi ad agosto, con una fiducia attribuita all’attenuazione dei problemi di approvvigionamento e alle speranze di una ripresa della domanda. Tuttavia, il livello di fiducia è rimasto basso nel contesto dei dati storici, con molti intervistati che hanno citato i timori di una possibile recessione.

Commento

Lewis Cooper, Economist di S&P Market Intelligence, ha dichiarato: “I dati PMI di agosto hanno evidenziato un deterioramento prolungato delle condizioni del settore manifatturiero in Italia. La produzione industriale è diminuita ulteriormente in presenza di un netto calo del volume degli ordini. La debolezza della domanda ha indotto le imprese a ridurre ulteriormente gli acquisti e, in particolare, si è registrato un aumento quasi record delle scorte di prodotti finiti presso le imprese, poiché rimaste invendute. Si sono di nuovo avute buone notizie per quanto riguarda le pressioni inflazionistiche, che hanno continuato ad attenuarsi in presenza di una domanda più debole di fattori produttivi. Tuttavia, la debolezza dei risultati si è riflessa anche in un sentimento storicamente negativo nei confronti delle prospettive per ii prossimi dodici mesi. Sebbene le aziende prevedano in media un aumento della produzione nel periodo in questione, i timori di una recessione stanno aumentando, e questo, insieme alla guerra in Ucraina e alle preoccupazioni per l’inflazione, sta pesando molto sulla fiducia delle imprese.”

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