S&P Global PMI®: ad aprile, livello di crescita minimo in sei mesi dell’attività edile italiana

 S&P Global PMI®: ad aprile, livello di crescita minimo in sei mesi dell’attività edile italiana

Secondo gli ultimi dati PMI® di S&P Global, il settore edile italiano ha registrato ad aprile l’ennesimo notevole aumento mensile dell’attività. Il tasso di espansione è rallentato al livello minimo in sei mesi a causa della crescita più debole in un anno del volume dei nuovi ordini presso le aziende. Le stesse aziende hanno però notato che le oscure previsioni hanno condizionato la domanda dei clienti. Allo stesso tempo, rimangono elevate le pressioni inflazionistiche, con il tasso di espansione che si è mantenuto vicino ai livelli massimi di marzo.

L’Indice S&P Global PMI® sul Settore Edilizio Italiano – che misura le variazioni su base mensile della produzione totale del settore – ad aprile ha registrato 59.0 e ha segnalato il quindicesimo mese consecutivo di aumento dell’attività edile ad un livello che inoltre è risultato in generale elevato.

In discesa da 62.9 di marzo, l’ultimo indice ha però segnalato un rallentamento del vigore della crescita registrando il tasso d’espansione più lento da ottobre 2021.

Tra i tre sottosettori monitorati, quello dell’edilizia residenziale ha continuato a primeggiare la classifica di crescita di aprile, seguito a ruota da quello dell’edilizia non residenziale. In entrambi i casi però la crescita dell’attività edile ha indicato un rallentamento. Il sottosettore dell’ingegneria civile ha registrato la prima contrazione dell’attività dallo scorso luglio ma solo ad un tasso marginale.

Anche i nuovi ordini ad aprile hanno seguito una tendenza simile alla produzione. Il volume dei nuovi ordini è aumentato per il quindicesimo mese consecutivo per l’evidenza di una domanda maggiore in parte causata dallo schema governativo del superbonus. Il tasso di crescita è stato però il più lento in un anno, con parecchie aziende che hanno notato come l’incertezza sulla previsione futura abbia avuto un impatto negativo sull’ottimismo dei clienti e influendo quindi sull’ultima crescita.

Ad aprile le aziende edili italiane hanno inoltre registrato un nuovo aumento dell’attività di acquisto che estende l’attuale sequenza di espansione iniziata a febbraio 2021. Secondo le imprese campione la maggiore attività di acquisto riflette il forte carico di lavoro e, malgrado in generale elevato, il tasso registrato è stato il più lento da ottobre 2021.

La maggiore domanda di beni ha posto ad aprile ulteriore pressione sulla catena di distribuzione, evidenziata dal forte peggioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori. I ritardi, anche se con un rallentamento mensile, in particolare sono inoltre risultati tra i maggiori dell’indagine.

I dati di aprile hanno inoltre mostrato un nuovo aumento occupazionale tra le aziende edili italiane. Le imprese campione hanno attribuito tale espansione alle maggiori esigenze della produzione. Il tasso di crescita dei livelli occupazionali è stato il più debole in tre mesi ma è rimasto in generale solido. Le imprese edili italiane hanno inoltre registrato ad aprile un nuovo aumento di utilizzo di subappaltatori.

Sul fronte dei costi, rimane forte ad aprile la pressione sui prezzi di acquisto che hanno continuato la loro ascesa attribuita dalle aziende campione ai costi energetici più alti, al prezzo dei materiali, alla guerra in Ucraina e alla carenza di beni. Il tasso di inflazione è rallentato dal picco di marzo ma è rimasto tra i più veloci registrati dall’inizio dell’indagine nel 1999. Anche le tariffe dei subappaltatori sono aumentate ad aprile, con un tasso di crescita che è stato il secondo più veloce dell’indagine.

Per concludere, ad aprile le aziende edili italiane hanno registrato una ulteriore moderazione dell’ottimismo riguardo l’attività del prossimo anno. Pare che le preoccupazioni circa la guerra in Ucraina hanno avuto un impatto sulle previsioni future, che sono state le più deboli da dicembre 2020.

Commento

Lewis Cooper, Economist presso S&P Global, ha dichiarato: “Anche se con un tasso di crescita in diminuzione al livello più basso in sei mesi causato dall’espansione più lenta dei nuovi ordini in un anno, il settore edile italiano ha registrato ad aprile un’altra forte prestazione. Secondo le aziende campione, le offuscate previsioni a breve termine provocate dalla guerra in Ucraina hanno ridotto la domanda. A livello settoriale, quello dell’edilizia residenziale ha continuato a guidare l’espansione, seguito da quello dell’edilizia non residenziale, mentre il sottosettore dell’ingegneria civile è scivolato interritorio di contrazione. Analizzando gli altri indicatori si evince che i tempi medi di consegna hanno pesato sulle pressioni inflazionistiche di aprile, con le aziende campione che hanno attribuito l’ennesimo giro di inflazione dei costi alla carenza di materiale, ai costi energetici e delle materie prime e alla guerra in Ucraina. Il tasso di incremento del carico dei costi si è mantenuto vicino al picco di indagine di marzo. Malgrado il settore abbia mantenuto ad aprile un forte ritmo di crescita, rimangono elevate le preoccupazioni sulle ripercussioni della guerra in Ucraina che hanno di conseguenza pesato duramente sulle proiezioni future delle aziende. Il livello di ottimismo è stato il più debole da dicembre 2020, suggerendo che le aziende sono sempre più preoccupate sulle prospettive, aggiungendo ai timidi segnali degli ultimi dati PMI che il settore sta iniziando ad avere qualche difficoltà dopo la rapida crescita del primo trimestre dell’anno”.

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