S&P Global PMI®: ancora in crescita l’attività terziaria in Italia, ma l’espansione rallenta ad un tasso modesto

 S&P Global PMI®: ancora in crescita l’attività terziaria in Italia, ma l’espansione rallenta ad un tasso modesto

L’ultima indagine PMI® di giugno ha mostrato segnali di una crescita esitante nel settore terziario italiano. L’espansione dell’attività economica è notevolmente diminuita a causa del più lento rialzo dei nuovi ordini nell’attuale sequenza di espansione di cinque mesi. A questo si aggiungono le incertezze riportate dalle aziende sulle previsioni future, che hanno pesato sulla prestazione complessiva del settore.

Allo stesso tempo, l’ennesimo forte aumento dei costi ha spinto le aziende ad incrementare le tariffe applicate ai clienti nel tentativo di mantenere i margini di profitto, con prezzi di vendita che hanno segnato il record di serie.

L’indebolimento della domanda, le pressioni inflazionistiche ed i timori sulle prospettive dell’economia hanno tutti causato previsioni future contenute, con livelli di fiducia quasi simili ai minimi in 18 mesi di maggio.

L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® dell’Attività Terziaria di giugno si è posizionato su 51.6, scendendo da 53.7 di maggio. Ciò segnala il quinto mese consecutivo di aumento della produzione terziaria, ma il più debole della sequenza e, nel complesso, solo modesto.

Anche i nuovi ordini di giugno hanno indicato una tendenza simile, segnando il più debole tasso di crescita, peraltro modesto, degli ultimi cinque mesi di sequenza. Il flusso dei nuovi ordini esteri, nonostante sia stato tra i più rapidi di sempre, ha anch’esso indicato un indebolimento della crescita. Le aziende monitorate hanno affermato che a incidere sui tassi di espansione della domanda e dell’attività di giugno sono state le preoccupazioni sulle previsioni future.

In merito agli altri parametri monitorati, il rallentamento del flusso di nuovi ordini ha permesso alle aziende di ridurre gli ordini precedentemente accumulati, che, anche se marginalmente, sono diminuiti per la seconda volta in tre mesi.

Con la minore pressione sulla capacità operativa, il tasso di creazione occupazionale del terziario in Italia è rallentato, segnando il valore più basso da febbraio. Le aziende che hanno riportato assunzioni lo hanno attribuito a previsioni di un maggiore carico di lavoro nei prossimi mesi.

Esaminando i prezzi, le aziende terziarie intervistate in Italia hanno indicato a giugno una nuova impennata del carico dei costi. I dati raccolti lo hanno attribuito all’aumento dei prezzi energetici, del carburante, del costo dei materiali e dei trasporti. Il tasso di incremento è diminuito ulteriormente rispetto al record di marzo, posizionandosi comunque tra i più rapidi valori storici.

Come risposta ai costi maggiori, a giugno le aziende hanno continuato ad aumentare le tariffe medie applicate ai clienti, menzionando i loro sforzi di mantenere i margini di profitto. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita ha infatti segnato un record assoluto.

In merito alle previsioni economiche dei prossimi dodici mesi, le aziende terziarie italiane hanno mantenuto toni storicamente contenuti. L’Indice sull’Attività Futura è rimasto simile a quello di maggio, che a sua volta aveva registrato il valore minimo in 18 mesi.

Laddove le aziende hanno mostrato ottimismo, lo hanno attribuito alla speranza di un rafforzamento della domanda, in parte dovuto all’allentamento globale delle misure anti- Covid. Tuttavia, a pesare sulla fiducia sono stati i timori sulle prospettive economiche future, sulle pressioni inflazionistiche, sulla guerra in Ucraina e sui più ampi rischi geopolitici.

Commento

Lewis Cooper, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Il settore terziario in Italia ha registrato a giugno un notevole indebolimento dell’attività economica. Il tasso di espansione è diminuito fino ad indicare un valore modesto mentre i nuovi ordini hanno registrato l’incremento minore dell’attuale sequenza di espansione di cinque mesi. Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate. La nuova impennata dei costi ha portato all’aumento record dei prezzi di vendita poiché le aziende hanno cercato di trasferire i costi maggiori ai clienti. A livello composito, la crescita di giugno è scesa segnando il valore più debole da gennaio, visto che il più lento incremento del terziario è coinciso con un aumento solo marginale della produzione industriale e la crescita complessiva dei nuovi ordini è andata in stallo. Il livello di ottimismo di giugno del settore privato è stato dunque il più debole in più di due anni, rispecchiando le preoccupazioni sul futuro dell’economia, sulle pressioni inflazionistiche ed i rischi geopolitici.”

S&P Global PMI® Italia  Indice Composito: il più lento tasso di crescita della produzione da gennaio

Da 52.4 di maggio, l’Indice S&P Global PMI della Produzione Composita in Italia* di giugno è sceso a 51.3, segnalando il diciassettesimo mese consecutivo di espansione del settore privato in Italia, ma il più debole da gennaio.

Nel frattempo, a giugno si è arrestata la crescita dei nuovi ordini, con una forte riduzione di quelli del manifatturiero che ha inciso sull’espansione costante, anche se più lenta, degli ordini ricevuti dal terziario. Sono di nuovo le esportazioni ad indicare una debolezza, visto che sono diminuiti per il secondo mese consecutivo. Le aziende a giugno hanno di conseguenza potuto smaltire il lavoro inevaso, registrando il primo calo di commesse ricevute ma non ancora completate da febbraio 2021.

Giugno ha tuttavia continuato a registrare un aumento dell’occupazione, solo però complessivamente modesto.

Sul fronte dei prezzi, la pressione sui costi ha di nuovo indicato un forte aumento, nonostante il tasso di inflazione abbia indicato un ulteriore calo dal picco di marzo. I prezzi medi di vendita imposti dalle aziende italiane hanno tuttavia registrato un tasso di crescita maggiore, il secondo più rapido di sempre.

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