S&P Global PMI®: diminuisce ulteriormente l’attività terziaria italiana a causa del forte calo dei nuovi ordini

 S&P Global PMI®: diminuisce ulteriormente l’attività terziaria italiana a causa del forte calo dei nuovi ordini

I dati PMI® raccolti nell’ultima indagine ci segnalano un settore terziario che in Italia è sceso ancora di più in territorio di contrazione. L’attività economica ha registrato un calo per il secondo mese consecutivo e ad un tasso più veloce, dovuto alla più forte riduzione del flusso delle nuove commesse da gennaio 2021. Il campione intervistato ha menzionato la scarsa domanda a sua volta dovuta all’aumento dei prezzi e alla maggiore incertezza sull’economia.

La fiducia si è di conseguenza attenuata rispetto a settembre, indicando il più debole livello di ottimismo in quasi due anni.

Una volta conteggiati i fattori stagionali, l’Indice S&P Global PMI dell’Attività Terziaria in Italia di ottobre è rimasto al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0 per il secondo mese consecutivo, scivolando a 46.4 da 48.8 di settembre e registrando il tasso di contrazione più rapido da gennaio 2021. Dai dati raccolti, la minore attività è dovuta alle deboli condizioni della domanda.

I dati di ottobre hanno anche segnalato una nuova riduzione del flusso degli ordini ricevuto dalle aziende terziarie italiane, andamento che continua a ripetersi mensilmente dallo scorso luglio. Le aziende monitorate hanno parlato di prezzi più alti e di incertezza economica. Il tasso di contrazione è peraltro accelerato notevolmente nel corso del mese ed è stato il più elevato da gennaio 2021.

L’indebolimento delle condizioni della domanda di ottobre è in parte scaturito dagli scambi internazionali, visto che gli ordini esteri sono ulteriormente diminuiti, indicando la contrazione più rapida da gennaio.

Nonostante il forte calo dei nuovi ordini, le aziende terziarie italiane hanno registrato a ottobre una stabilizzazione del volume di commesse inevase, con il rispettivo indice destagionalizzato posizionato esattamente sulla soglia di non cambiamento di 50.0. In ognuno dei quattro mesi precedenti, il livello di ordini in giacenza aveva indicato un calo.

Allo stesso tempo, ad inizio del quarto trimestre la forza lavoro è di nuovo aumentata. Le aziende che rispondono all’indagine lo hanno collegato alle prospettive di rilancio della domanda e al tentativo di smaltire le commesse arretrate. Il tasso di creazione occupazionale è stato leggermente più veloce nel corso del mese ed è stato generalmente moderato.

In merito ai prezzi, i dati di ottobre hanno mostrato un leggero rallentamento dei tassi di inflazione sia per i prezzi di acquisto che di vendita.

I costi affrontati dalle aziende hanno continuato ad aumentare, estendendo l’attuale sequenza di incremento a 29 mesi. Energia, carburante, materiali e costi del personale sono stati tutti riportati dalle aziende monitorate come cause principali dell’inflazione. Il tasso di incremento di ottobre, anche se tra i più rapidi di sempre, è rallentato rispetto a settembre.

Ad ottobre, i costi più alti hanno continuato ad alimentare l’aumento delle tariffe applicate dalle aziende terziarie, registrando il tredicesimo incremento mensile consecutivo.

Il tasso di inflazione è tuttavia rallentato notevolmente nel corso del mese, con alcune aziende che hanno riportato quanto la scarsa domanda e le maggiori pressioni concorrenziali abbiano limitato la capacità del settore di trasferire i costi maggiori sui clienti finali.

Guardando avanti, l’Indice sulle Aspettative Future di ottobre è sceso ai minimi in 23 mesi, indicando una moderazione dei livelli di ottimismo presso le aziende terziarie in Italia. Laddove sono state espresse aspettative positive, queste sono state collegate alla speranza di un rilancio economico e a migliorate condizioni della domanda.

In ogni caso, i timori sulle pressioni inflazionistiche, soprattutto sui prezzi energetici, l’inasprimento delle condizioni finanziarie e le prospettive economiche future sono tutti fattori che hanno influenzato le aspettative future.

S&P Global PMI® Italia – Indice Composito: accelera la contrazione di ottobre

Con una flessione rispetto a 47.6 di settembre, l’Indice S&P Global PMI della Produzione Composita in Italia di ottobre è sceso ai minimi in 22 mesi con 45.8. Questo valore segnala il quarto mese consecutivo di contrazione della produzione, peraltro elevata. Tale riduzione è stata diffusa e guidata dal manifatturiero.

Allo stesso tempo, il flusso dei nuovi ordini è ulteriormente diminuito e al ritmo più elevato da dicembre 2020. La domanda estera ha continuato a vacillare, segnalando il più rapido crollo delle esportazioni in due anni e ad un tasso considerevole.

Le aziende hanno dunque potuto concentrare i loro sforzi sulle commesse inevase, in calo ad ottobre per il quinto mese consecutivo. Tuttavia, la riduzione è diminuita fino a segnare un ritmo marginale. Ciononostante, la creazione occupazionale di inizio quarto trimestre è stata sostenuta, con una crescita delle forze lavoro che di fatto è stata la più rapida degli ultimi tre mesi.

In merito ai prezzi, rispetto a settembre il tasso di inflazione si è ridotto, restando comunque storicamente elevato.

Per concludere, la fiducia è rimasta invariata rispetto ai minimi in 28 mesi di settembre.

Commento

Lewis Cooper, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Con la più rapida riduzione dei nuovi ordini dall’inizio del 2021, i dati PMI di ottobre hanno mostrato che il settore terziario in Italia è sceso ancora di più in territorio di contrazione. Le aziende hanno citato sia le incertezze economiche che l’aumento dei prezzi. Anche la produzione manifatturiera di ottobre ha indicato una contrazione più rapida. Come risultato, la produzione del settore privato italiano ha registrato il più rapido tasso di declino in quasi due anni. Un impatto più positivo della scarsa domanda è stato il leggero ed ulteriore calo delle pressioni inflazionistiche registrato in questo mese di inizio quarto trimestre. Ciononostante, i tassi di incremento sia dei prezzi di acquisto che di vendita sono rimasti tra i più elevati della storia dell’indagine, con le aziende che hanno notificato l’effetto creato dai costi maggiori legato all’aumento dell’energia, del carburante, dei materiali e del personale. L’elevata contrazione ha di nuovo colpito le aspettative future, fortemente attenuate, delle aziende italiane. La fiducia a livello composito è rimasta invariata rispetto ai minimi in 28 mesi di settembre e tra le più deboli di sempre”.

Photo by Arlington Research on Unsplash

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