Secondo i dati previsionali dell’indagine PMI® S&P Global di agosto, la crescita dell’attività economica nell’area dell’euro è stata elevata, sostenuta da una maggiore espansione del settore manifatturiero. Oltre all’incremento della produzione, si è osservato un rialzo della domanda, con una prima espansione degli ordini destinati all’estero in quattro anni e mezzo. Le aziende hanno anche assunto nuovo personale, mentre le pressioni inflazionistiche pare siano rallentate.
Nonostante il miglioramento del quadro durante il mese, la fiducia si è affievolita ed è rimasta relativamente debole.
Produzione e domanda
L’indice destagionalizzato S&P PMI Globale Flash Composito della Produzione dell’Eurozona, basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine, è salito a 52.1 ad agosto, da 52.0 di luglio, mostrando il secondo mese consecutivo di espansione delle attività del settore privato. Il tasso di crescita è risultato appena più rapido del mese precedente, ed il maggiore da novembre scorso.
L’incremento del tasso di espansione riflette un aumento forte e accelerato della produzione manifatturiera, con i recenti aumenti che sono stati i più rapidi in quattro anni e mezzo. Infatti il valore principale dell’indagine PMI – una media ponderata dei quattro sottoindici principali – è salito a 52.8, ovvero il livello maggiore da maggio 2022. Il miglioramento della crescita manifatturiera è stato per lo più concentrato in Germania, dove questo indice è salito al tasso più rapido da gennaio 2022.
Nel frattempo le attività terziarie sono aumentate lentamente con il tasso di espansione invariato rispetto a luglio.
In generale, le attività sono aumentate lentamente in Germania, mentre in Francia c’è stata una nuova contrazione. Il resto dell’eurozona ha registrato l’espansione più rapida da aprile 2022.
In linea con le attività produttive, i nuovi ordini sono aumentati moderatamente di nuovo ad agosto, con un tasso d’espansione leggermente accelerato fino a raggiungere il livello maggiore in 40 mesi. I flussi totali di nuove commesse sono stati sostenuti da una nuova espansione degli ordini destinati all’estero, compresi gli scambi tra i paesi dell’eurozona. Questa crescita è stata la prima in quattro anni e mezzo, con una crescita delle esportazioni del settore manifatturiero accompagnata da valori stabili nel terziario.
Occupazione
Con produzione e nuovi ordini in aumento, le aziende dell’eurozona ad agosto hanno assunto nuovo personale per la prima volta quest’anno. Le aziende terziarie hanno incrementato il tasso di creazione di posti lavoro, mentre quelle del manifatturiero l’hanno aumentato appena, ponendo fine a 38 mesi di tagli occupazionali. I livelli delle assunzioni in Germania si sono stabilizzati, mentre in Francia hanno continuato a diminuire. L’incremento generale dell’occupazione si è quindi concentrato negli altri paesi dell’eurozona.
Scorta e catene di fornitura
Oltre al nuovo incremento dei tassi occupazionali, le aziende manifatturiere dell’eurozona hanno anche riportato un incremento delle attività d’acquisto a metà del terzo trimestre. L’acquisizione di beni produttivi è aumentata leggermente e per la prima volta in tre mesi.
Le scorte degli acquisti hanno continuato a scendere, poiché spesso la produzione è stata sostenuta da beni già in magazzino. Un netto allungamento dei tempi medi di consegna ha anche ostacolato l’abilità delle aziende di rifornire i magazzini. Contemporaneamente le scorte di prodotti finiti sono anche diminuite ad agosto, e al livello massimo da marzo.
Prezzi
Il tasso di inflazione dei costi è rallentato fino a raggiungere il livello minimo da febbraio, ma è rimasto netto e ancora al di sopra dei livelli osservati prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente. I costi nel manifatturiero sono aumentati al tasso più lento in sei mesi, mentre il terziario ha registrato un incremento appena maggiore che a luglio.
Anche i prezzi alla vendita sono aumentati ad un tasso più lento ad agosto, con un’inflazione in diminuzione per il terzo mese consecutivo, fino a raggiungere il livello minimo da marzo. Diminuzioni dell’incremento sono state osservate sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. I dati alla base di questi risultati hanno mostrato che il rallentamento dell’inflazione dei prezzi alla vendita si è concentrato in Germania, dove le tariffe sono aumentate al livello minore in cinque mesi. In Francia e nel resto dell’eurozona i tassi sono aumentati leggermente.
Prospettive future
Nonostante il miglioramento generale segnalato dai dati del PMI flash di agosto, la fiducia tra le aziende dell’eurozona è diminuita leggermente nel corso del mese, con prospettive ai minimi in tre mesi e al disotto della media storica.
La fiducia è svanita nel settore dei servizi ma è migliorata nel manifatturiero fino a raggiungere il livello massimo in sei mesi. Prospettive più ottimiste in Germania hanno contrastato prospettive meno rosee in Francia e nel resto della zona euro.
Commento
Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence: “Un solido incremento delle attività dell’economia privata ad agosto prepara la zona euro ad un forte incremento del PIL di circa lo 0.3%. Il settore manifatturiero è di nuovo il protagonista di questo successo, godendosi la crescita maggiore degli ultimi quattro anni e mezzo, mentre l’economia terziare offre supporto, aggiungendo un altro mese di crescita decente dopo le angustie del secondo trimestre. Ad agosto si parla di nuovo di incrementi delle scorte in sostegno della produzione manifatturiera, con delle difficoltà nella catena di fornitura scaturite dalla crisi in Medio Oriente e con ritardi ancora preoccupanti e generalizzati. Tuttavia, sono anche evidenti segnali incoraggianti di incremento di beni tecnologici connessi all’IA e maggiore domanda di attrezzature grazie all’aumento della spesa per la difesa, che aiuta soprattutto la Germania a raggiungere livelli notevoli di produzione. Nel terziario, l’incremento della spesa nel settore del turismo ha favorito la crescita economica, soprattutto fuori dalla Francia e Germania, dove la regione ha visto le maggiori crescite di servizi in oltre tre anni. Nonostante gli alti prezzi riportati abbiano continuato a influenzare negativamente la domanda, le pressioni inflazionistiche hanno mostrato segni di ulteriore rallentamento. I responsabili delle politiche dell’UE saranno particolarmente incoraggiati nel vedere l’inflazione dei prezzi di vendita del terziario diminuire al minimo di quest’anno (livello già raggiunto a marzo), con l’inflazione dei prezzi dei beni anche in diminuzione. Comunque, con il PMI flash che indica una forte crescita del PIL nel terzo trimestre, una ripresa delle assunzioni per la prima volta quest’anno, e l’inflazione ancora alta rispetto alla media storica, è probabile che l’atteggiamento rimarrà aggressivo e non si possono escludere ulteriori incrementi dei tassi.”

