S&P Global PMI®: il settore terziario italiano in contrazione per la prima volta da gennaio

 S&P Global PMI®: il settore terziario italiano in contrazione per la prima volta da gennaio

Secondo gli ultimi dati raccolti durante l’indagine PMI® di luglio, il settore terziario italiano ha registrato un calo dell’attività. Per la prima volta da gennaio, attività e nuovi ordini hanno indicato una contrazione, collegata dalle aziende monitorate a prospettive economiche incerte che hanno frenato l’ottimismo dei clienti e causato un deterioramento della domanda. Le preoccupazioni sul futuro si sono perciò intensificate e la fiducia è scesa ai minimi in 20 mesi.

Qualche notizia positiva è pervenuta dagli indicatori d’indagine sui prezzi, che hanno evidenziato un nuovo rallentamento dei tassi d’inflazione dei costi e delle tariffe applicate a luglio. Detto ciò, il tasso di incremento di ambedue gli indicatori ha continuato a registrare uno tra i valori storici più forti.

L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® dell’Attività Terziaria in Italia ha registrato a luglio 48.4, segnando una contrazione rispetto a 51.6 di giugno. L’ultima lettura, inferiore alla soglia di non cambiamento di 50.0, ha indicato il primo declino dell’attività terziaria italiana da gennaio, e generalmente modesto.

Allo stesso tempo, sono diminuiti i nuovi ordini ricevuti dalle aziende italiane dei servizi. I dati raccolti lo hanno attribuito all’indebolimento della domanda, dovuto a sua volta al peggioramento delle aspettative sulle prospettive economiche future che ha frenato la fiducia dei clienti. Il tasso di riduzione è stato tuttavia solo marginale.

La domanda estera ha mostrato una piccola nota positiva, con i nuovi ordini esteri in aumento per il quarto mese consecutivo. Detto ciò, il tasso di crescita è rallentato segnando un ritmo solo marginale.

In merito ai prezzi, a luglio i costi affrontati dalle aziende terziarie sono aumentati, estendendo un andamento che si è ripetuto mensilmente da poco più di due anni. L’aumento del costo del carburante, dell’energia e dei materiali, le carenze e la guerra in Ucraina sono tutte ragioni citate dalle aziende monitorate come principali cause dell’inflazione di luglio. L’ultimo aumento è stato il più lento in sei mesi, evidenziando un picco della pressione sui costi, ma è comunque rimasto tra i valori storici più severi.

Come risultato, le tariffe medie applicate a luglio dal settore terziario sono di nuovo aumentate, nel tentativo da parte delle aziende di trasferire i costi ai clienti finali, come si evince dai commenti raccolti. Anche il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è rallentato nel corso del mese, restando però il terzo più rapido di sempre.

In altri ambiti, malgrado l’indebolimento delle condizioni della domanda ed il calo dell’attività, la creazione di posti di lavoro del terziario italiano si è mantenuta in crescita nel mese di luglio, estendendo l’attuale sequenza di aumento degli organici a 15 mesi e registrando un tasso in modesto rialzo.

I dati di luglio hanno quindi mostrato con maggiore evidenza la riduzione delle pressioni sulla capacità operativa nel settore terziario italiano. Il livello di lavoro inevaso è diminuito per il secondo mese consecutivo, ed il campione intervistato lo ha collegato all’indebolimento delle necessità produttive. Il tasso di riduzione degli ordini in giacenza è stato inoltre il più rapido da gennaio 2021 e nel complesso elevato.

Infine, le previsioni di luglio sull’attività economica nei prossimi dodici mesi si sono ulteriormente moderate. L’Indice sull’Attività Futura è sceso ai minimi da novembre 2020. Le aziende intervistate hanno collegato il calo dell’ottimismo al difficile clima economico, all’incertezza politica, alla guerra in Ucraina e all’irrigidimento delle condizioni finanziarie.

S&P Global PMI® Italia  Indice Composito

A luglio, il settore privato italiano scende in contrazione

L’Indice S&P Global PMI della Produzione Composita in Italia* di luglio è sceso in zona contrazione con 47.7, con una flessione rispetto a 51.3 di giugno. È la prima volta da gennaio 2021 che l’indice principale si posiziona al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.0. Sia il manifatturiero che il terziario hanno indicato un calo nel mese di luglio, con il primo dei due settori che ha registrato un tasso al ribasso più veloce.

Ragione principale della contrazione di luglio è stata la prima riduzione dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende italiane in 18 mesi, con il manifatturiero che ha registrato un calo maggiore del terziario. Allo stesso tempo, gli ordini esteri sono crollati per il terzo mese consecutivo.

In merito agli altri indicatori monitorati dall’indagine, le pressioni sulla capacità operativa si sono ulteriormente attenuate, come evidenziato dal calo moderato delle commesse inevase. Ciononostante, le aziende hanno continuato ad assumere nel mese di luglio, anche se al tasso più debole dell’attuale sequenza di crescita di 15 mesi.

Sui prezzi, il tasso di inflazione dei costi e dei prezzi di vendita è rimasto elevato, rallentando nel corso del mese, soprattutto nel manifatturiero.

Concludendo, la fiducia ha indicato il valore più debole da maggio 2020.

Commento

Lewis Cooper, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Il PMI di luglio ha segnato la prima contrazione dell’attività terziaria italiana da gennaio, dato il deterioramento delle condizioni della domanda. La contrazione del settore terziario coincide con il severo calo della produzione industriale di luglio e, come risultato, con il primo declino della produzione del settore privato da gennaio 2021. Ad incidere pesantemente sulla prestazione dell’indice composito sono state anche le condizioni della domanda, vista la moderata contrazione del flusso dei nuovi ordini collegato dalle aziende ad una domanda debole da parte dei clienti causata dall’accresciuta incertezza e dalla minore fiducia da parte del consumatore finale. I tassi di inflazione di costi e tariffe applicate di luglio sono ulteriormente rallentati dai recenti record, suggerendo che il momento peggiore potrebbe essere passato, anche se i ritmi di incremento sono stati storicamente elevati per entrambi gli indicatori. La flessione della prestazione si è riflessa nell’ulteriore riduzione della fiducia di luglio. L’incupimento delle previsioni per l’anno a venire è stato attribuito dalle aziende intervistate alle torbide prospettive economiche, alla guerra in Ucraina, alle pressioni inflazionistiche e all’instabilità politica, segnando il più debole valore di ottimismo in oltre un anno e mezzo.”

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