S&P Global PMI: la crescita della produzione manifatturiera italiana rallenta al livello minimo in 22 mesi ostacolata dalla carenza di materiale

 S&P Global PMI: la crescita della produzione manifatturiera italiana rallenta al livello minimo in 22 mesi ostacolata dalla carenza di materiale

I dati PMI® di aprile di S&P Global hanno di nuovo registrato una debole prestazione del settore manifatturiero italiano. La produzione manifatturiera è cresciuta al tasso più debole da giugno 2020 con le aziende che hanno avuto difficoltà nel far fronte alla carenza di materiale, ai tempi medi di consegna più lunghi e al rallentamento della crescita della domanda. Allo stesso tempo, continuano a crescere i costi sostenuti dalle imprese manifatturiere italiane, ad un tasso di inflazione che ha toccato il livello massimo in quattro mesi. Le imprese campione hanno di conseguenza innalzato i loro prezzi di vendita al livello record assoluto.

L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® (Purchasing Managers Index®) del settore manifatturiero italiano ha raggiunto ad aprile 54.5, in discesa da 55.8 di marzo. Malgrado sia indicativo del ventiduesimo mese consecutivo di miglioramento delle condizioni operative, l’ultimo valore è stato il più basso da dicembre 2020, e ha segnalato una perdita di vigore. L’indice ha continuato ad apparire maggiore di quello che realmente dovrebbe essere in quanto stimolato dai forti ritardi delle consegne (l’Indice dei Tempi Medi di Consegna dei Fornitori è invertito nel calcolo del PMI).

I dati dei sottoindici di base hanno sottolineato tendenze preoccupanti, la crescita della produzione, infatti, è diminuita al livello più debole da giugno 2020 a causa dei ritardi delle consegne e della carenza di materiale che hanno ostacolato la produzione, e della crescita della domanda in diminuzione. Certamente, il tasso di espansione dei nuovi ordini totali di aprile è stato il più debole da dicembre 2020, ed è in parte la conseguenza della stagnazione generale della domanda estera per i beni italiani.

Allo stesso tempo, ad aprile e per il ventottesimo mese consecutivo si allungano i tempi medi di consegna dei fornitori. Le aziende campione hanno collegato l’ultimo peggioramento delle prestazioni dei fornitori alla carenza di materiale e ai problemi logistici. I ritardi sono stati i più diffusi da gennaio e tra i più elevati nella storia dell’indagine.

Con la carenza di materiale che pesa sulla crescita della produzione e gli attuali ritardi sulle forniture, i produttori manifatturieri hanno riportato ad aprile l’ennesima, ma più lenta, crescita dell’attività di acquisto, attribuita dalle aziende campione agli sforzi nel costituire giacenze di sicurezza e alle maggiori esigenze della produzione. Detto ciò, la giacenza degli acquisti è diminuita per la prima volta da settembre 2021, con una diffusa incidenza di carenza di materiale. Anche le giacenze dei prodotti finiti sono diminuite ad aprile, di nuovo a causa dei problemi sulla fornitura e al conseguente utilizzo delle giacenze per soddisfare gli ordini.

Passando ai prezzi, le imprese manifatturiere hanno registrato ad aprile una nuova forte crescita dei costi, con un tasso di inflazione in salita al livello massimo in quattro mesi, causato secondo le aziende intervistate dall’aumento dei costi energetici, di materiale e di trasporto. Le aziende campione hanno di conseguenza innalzato ancora una volta ad aprile i loro prezzi di vendita. In particolare, il tasso di crescita è stato il più alto nella storia dell’indagine.

Analizzando gli altri indicatori si evince che la pressione sulla capacità continua ad aumentare, con il livello del lavoro inevaso presso le aziende manifatturiere italiane in aumento per la sedicesima volta in altrettanti mesi. La carenza di materiale ha apparentemente influito sull’abilità delle aziende nel soddisfare gli ordini. Malgrado elevato, il tasso di accumulo del lavoro inevaso è stato il più debole in otto mesi.

Ad aprile, i produttori manifatturieri hanno continuato di conseguenza ad assumere personale aggiuntivo. Il tasso di creazione occupazionale è stato però il più lento da novembre 2020.

Guardando avanti, ad aprile le aziende campione hanno mantenuto un approccio positivo in merito all’attività del prossimo anno, anche se il livello di ottimismo è stato molto più debole. L’Indice della Produzione Futura è variato di poco rispetto al valore minimo in due anni di marzo ed è rimasto inferiore alla media. Secondo i dati dell’indagine, la guerra in Ucraina e la forte pressione inflazionistica hanno pesato sull’ottimismo.

Commento

Lewis Cooper, Economist di S&P Global, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “I problemi con la fornitura e la carenza di materiale ad aprile hanno continuato ad ostacolare la crescita della produzione in Italia. La produzione manifatturiera è cresciuta al tasso più debole da giugno 2020, mentre il volume dei nuovi ordini, riflettendo la generale stagnazione della domanda estera, è aumentato al livello più debole in 16 mesi, con le aziende che hanno avuto problemi con la carenza di beni e la diminuzione della crescita della domanda. Ad inizio del secondo trimestre dell’anno, i problemi con la fornitura sono stati ancora una volta accompagnati dall’aumento dei costi e, secondo le aziende campione, la carenza dei materiali ha provocato l’ennesimo aumento dei prezzi presso i fornitori. Il tasso di inflazione dei costi ha raggiunto il livello massimo in quattro mesi e uno tra i maggiori valori nella storia dell’indagine, con le aziende campione che hanno inoltre citato come motivo per l’inflazione i più alti prezzi energetici e dei trasporti. In risposta a ciò, i manifatturieri italiani hanno aumentato i loro prezzi di vendita al tasso più veloce dell’indagine. In generale, il settore sta riuscendo appena a resistere alla tempesta della carenza di materiale e di aumento dei costi, ma con la diminuzione della crescita della domanda, le sfide probabilmente diverranno maggiori a meno che la carenza non verrà alleviata. Questi problemi, combinati con la guerra in Ucraina hanno ridotto l’ottimismo di aprile, con le prospettive di crescita dei prossimi 12 mesi a malapena migliorate dal livello minimo in due anni di marzo”.

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