S&P Global PMI®: l’attività edile italiana crolla con l’inflazione dei costi più alta da ottobre 2022

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A marzo il settore edile in Italia è tornato a contrarsi mentre la guerra in Medio Oriente ha aggiunto pressioni inflazionistiche.

Dopo solo un breve periodo di crescita a febbraio ritorna la tendenza al ribasso della produzione e dei nuovi ordini. Allo stesso tempo, malgrado un nuovo calo dell’attività di acquisto, si sono verificati problemi nella catena di approvvigionamento. Guardando al futuro, le prospettive dell’attività nei prossimi 12 mesi sono risultate negative per la prima volta in oltre tre anni e mezzo.

In discesa da 50.4 di febbraio, l’Indice S&P Global PMI® del Settore Edile in Italia, che misura le variazioni su base mensile dell’attività totale del settore, a marzo è calato al di sotto della soglia critica di non cambiamento di 50.0. Raggiungendo 46.8, l’ultimo dato rappresenta una forte riduzione dell’attività edile, che è inoltre stata la peggiore da agosto 2024.

Le aziende campione hanno collegato l’ultima contrazione al ridotto numero di ordini, alla forte pressione sui costi e alla debole domanda.

La contrazione è stata generale, con tutti e tre i sottosettori monitorati che hanno registrato il primo calo del 2026. Nel complesso, la produzione è diminuita in modo costante, con la riduzione più lenta registrata nel settore non residenziale.

Anche il volume di nuovi ordini piazzati presso le aziende edili italiane a marzo è calato. In contro tendenza con la ripresa di febbraio, quando l’espansione era stata la più forte degli ultimi otto mesi. Le aziende intervistate hanno riportato che la guerra in Medio Oriente ha generato incertezza in tutto il settore e ha aumentato le pressioni sui costi.

In risposta alla riduzione della produzione e ai nuovi ordini, il bisogno di beni edili è calato così come l’attività di acquisto. Il tasso di diminuzione è stato più forte rispetto alla tendenza di lungo periodo, sebbene solo moderato.

Malgrado il calo della domanda di beni, i problemi che sta avendo la catena di approvvigionamento legati alla guerra in Medio Oriente hanno causato un allungamento dei tempi medi di consegna. Il peggioramento delle prestazioni dei fornitori è stato il maggiore dal maggio scorso.

A marzo, la guerra in Medio Oriente ha avuto un ruolo importante nell’aumento l’inflazione dei costi, con il relativo tasso che è stato il più alto dall’ottobre 2022. Aumenti dei prezzi di energia e materie prime sono stati spesso citati dalle aziende campione. Le aziende edili italiane hanno inoltre pagato tariffe superiori per i loro subappaltatori, aumentate a marzo al livello più alto in oltre tre anni.

Per supportare gli ordini esistenti, le aziende hanno continuato a incrementare i loro livelli del personale, a un tasso modesto e leggermente più veloce di quello di febbraio. Allo stesso tempo, l’uso dei subappaltatori è cresciuto per la prima volta in nove mesi e a un livello mai osservato in quasi due anni e mezzo.

A marzo, la maggiore incertezza data dalla guerra in Medio Oriente ha portato le imprese a prevedere un calo dell’attività nel prossimo anno. Per la prima volta da agosto 2022, l’aspettativa riguardo al futuro è diventata negativa, con alcune aziende campione che hanno anche evidenziato preoccupazioni legate all’imminente fine del Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) e alla fragilità della domanda.

Commento

Eleanor Dennison, Economist at S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “L’aumento di febbraio si è rivelato di breve durata, poiché a marzo la domanda di lavori edili è calata. L’ottimismo a marzo è peggiorato, conseguentemente all’impatto della guerra in Medio Oriente che sta già causando problemi alle imprese. Per la prima volta in oltre tre anni e mezzo, più aziende hanno previsto un calo dell’attività nel corso dell’anno prossimo piuttosto che un aumento. Attualmente, l’impatto della guerra si fa sentire principalmente nella catena di approvvigionamento e sui prezzi. L’intensificazione delle pressioni sui costi è stata più evidente, con più della metà delle aziende che ha segnalato un aumento rispetto a febbraio, riportando come fattori principali aumenti di energia e materie prime, in particolare quelle ad alta intensità energetica, riportando inoltre aumenti di listini da parte dei loro fornitori. L’unico aspetto positivo dell’ultima indagine è stato un aumento del tasso di crescita dell’occupazione. Detto ciò, una volta completati i lavori esistenti, devono essere ricevuti nuovi ordini per sostituirli e garantire la sostenibilità finanziaria delle aziende”.