S&P Global PMI: rallenta la crescita del settore terziario italiano

 S&P Global PMI: rallenta la crescita del settore terziario italiano

I dati PMI® raccolti nell’ultima indagine di marzo indicano che l’attività economica del settore terziario italiano è di nuovo aumentata, anche se il tasso di espansione si è indebolito segnando un tasso moderato. Anche il flusso degli ordini ricevuti ha registrato un ritmo di crescita più modesto, in parte a causa della nuova contrazione degli ordini esteri, e le aziende intervistate hanno riportato che la guerra in Ucraina ha influito sulla domanda.

In altri ambiti, l’onere dei costi è salito ad un tasso record d’indagine per il terzo mese consecutivo, con il campione monitorato che ha citato l’aumento dei costi energetici, del carburante, dei materiali e del personale. In risposta a ciò, le aziende hanno incrementato i loro prezzi al cliente ad un tasso quasi record.

L’Indice principale destagionalizzato S&P Global PMI® dell’Attività Terziaria in Italia ha registrato a marzo 52.1 indicando un rialzo mensile consecutivo della produzione terziaria. Ciò detto, quest’ultimo valore è sceso rispetto a 52.8 di febbraio. Indicativo del rallentamento del tasso di crescita è l’indebolimento di quest’ultima espansione rispetto alla media registrata nella seconda metà del 2021.

I dati di marzo hanno anche indicato un nuovo rialzo del flusso delle commesse ricevute dalle aziende terziarie italiane, estendendo una sequenza quasi continua di espansione da maggio 2021, fatta eccezione di un mese. Tuttavia, il ritmo di crescita è rallentato, in parte a causa della nuova contrazione della domanda estera. Le aziende intervistate hanno collegato il calo dell’esportazione di servizi, seppure frazionario, alla guerra in Ucraina ed alle incertezze geopolitiche.

Nonostante l’indebolimento, la crescita della domanda ha continuato a superare l’attività di marzo, segnando il settimo mese di un aumento consecutivo, ma generalmente lieve, del livello delle commesse inevase nel terziario italiano.

Allo stesso tempo a marzo, le aziende del settore hanno registrato l’undicesimo mese consecutivo di espansione del livello della forza lavoro. I dati raccolti hanno attribuito quest’ultimo aumento alle pressioni sulla capacità e alle aspettative di forti vendite nei prossimi mesi. In particolare, il tasso di creazione occupazionale è stato il più rapido da novembre scorso e nel complesso moderato.

In merito ai prezzi, il settore terziario di marzo ha indicato pressioni inflazionistiche più intense con un nuovo aumento dei costi, attribuito dalle aziende all’incremento delle spese relative a carburante, energia, personale e materiali. In aggiunta, il tasso di inflazione dei costi è fortemente accelerato toccando un valore record assoluto per il terzo mese consecutivo.

Ne è pertanto conseguito un nuovo aumento delle tariffe medie applicate a marzo ai clienti, estendendo l’attuale sequenza di rialzo dei prezzi a sei mesi. Il campione intervistato ha collegato quest’ultimo aumento al trasferimento dei costi maggiori sui clienti finali. Il tasso di incremento è stato il secondo più rapido in assoluto, secondo solo a quello di novembre 2021, e complessivamente elevato.

Concludendo, il terziario italiano ha segnalato a marzo una marcata diminuzione della fiducia sull’attività nei prossimi mesi. Anche se complessivamente positivo, il livello di ottimismo è stato il più debole da novembre 2020, con molte aziende intervistate che hanno espresso preoccupazioni sul conflitto in Ucraina e su una più ampia incertezza geopolitica, ma anche sulle pressioni inflazionistiche e sui problemi di fornitura. Laddove le aziende si sono mostrate più ottimiste, lo hanno collegato alle di speranze di miglioramento della domanda, dovute in parte all’allentamento delle restrizioni anti Covid-19.

Più lento il ritmo di crescita della produzione del settore privato di marzo

L’indice S&P Global PMI® della Produzione Composita in Italia si è posizionato a marzo su 52.1, in discesa rispetto a 53.6 di febbraio e segnalando il quattordicesimo mese consecutivo di crescita del settore privato. Dal punto di vista settoriale, la crescita è stata generale, anche se sia il manifatturiero che il terziario hanno registrato tassi di espansione più lenti.

Nel frattempo, il flusso dei nuovi ordini di marzo ha continuato ad aumentare, proseguendo l’andamento al rialzo iniziato a febbraio 2021. Nel corso del mese, il tasso di espansione è rallentato ma moderatamente. Le aziende hanno quindi indicato a marzo un nuovo aumento del lavoro inevaso e, allo stesso tempo, un aumento accelerato dei livelli occupazionali.

In merito ai prezzi, marzo ha registrato un nuovo aumento record storico del tasso di inflazione dei costi, registrando un incremento più rapido dei prezzi di acquisto sia nel manifatturiero che nel terziario. Ciò ha causato un aumento dei prezzi di vendita che ha quasi toccato un tasso record.

In conclusione, la fiducia è scesa a marzo ai minimi in 16 mesi, anche se le aziende sono complessivamente rimaste ottimiste in merito alle previsioni di attività dei prossimi 12 mesi.

Commento

Lewis Cooper, Economist presso S&P Global, ha dichiarato: “Gli ultimi dati PMI hanno indicato a marzo un raffreddamento del vigore di crescita del terziario, con una riduzione del ritmo di espansione dei nuovi ordini totali dovuta all’ultimo calo delle commesse estere ed all’attenuamento della domanda da parte dei clienti a causa della guerra in Ucraina. A fine primo trimestre, la crescita del terziario è dunque rallentata e il più debole incremento del settore è coinciso con la più lenta espansione della produzione del manifatturiero. Le aziende italiane hanno inoltre registrato pressioni inflazionistiche più severe, con il tasso di inflazione dei costi che ha raggiunto un nuovo record di serie mentre i costi gestionali hanno sfiorato il picco segnando un ritmo di espansione quasi record. Le aziende si stanno confrontando sia con l’indebolimento della domanda che con l’aumento dei prezzi che, combinati a previsioni future offuscate dalla guerra in Ucraina, hanno fortemente moderato l’ottimismo di marzo. Il livello di fiducia è sceso ai minimi in 16 mesi con le aziende che nutrono crescenti timori sulle prospettive economiche future.”

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