S&P Global PMI® Settore Manifatturiero dell’Eurozona: a giugno si attenuano le pressioni inflazionistiche e accelera la crescita della produzione industriale

Immagine di Drazen Zigic su Magnific

Secondo gli ultimi dati dell’indagine S&P Global PMI® di giugno, la produzione manifatturiera nell’area dell’euro ha continuato a crescere moderatamente. L’espansione ha addirittura registrato un leggero aumento rispetto a maggio, sulla scia di un marginale miglioramento della domanda. Le condizioni di approvvigionamento hanno tuttavia continuato a rappresentare un problema, con l’Indice dei Tempi di Consegna dei Fornitori che si è mantenuto ben al di sotto del livello registrato immediatamente prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.

Detto questo, a giugno le pressioni sui costi si sono attenuate, così come il tasso di inflazione dei prezzi di vendita. Per quanto riguarda la fiducia delle imprese, questa è salita al massimo degli ultimi quattro mesi. La maggior parte delle risposte relative a giugno è stata ricevuta prima della firma, il 17 giugno, del memorandum d’intesa per la cessazione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran.

L’S&P Global PMI® del Settore Manifatturiero Eurozona, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona, e si basa sugli indici dei nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e giacenze degli acquisti, ha registrato a giugno un valore al di sopra della soglia critica di non cambiamento di 50.0 riportando quindi una crescita per il quinto mese consecutivo, scendendo però a 51.4 da 51.6 di maggio.

Le aziende manifatturiere dell’area euro hanno chiuso il primo semestre dell’anno con il sesto mese consecutivo di aumento dei volumi di produzione. Inoltre, il ritmo di espansione ha registrato un leggero aumento rispetto al minimo su quattro mesi di maggio. Tra i paesi oggetto dell’indagine PMI, a giugno solo la Spagna e la Francia non hanno registrato una crescita della produzione.

Dopo la stagnazione registrata a maggio, gli ultimi dati dell’indagine hanno riportato un aumento dei nuovi ordini ricevuti dai produttori dell’eurozona. L’incremento è stato tuttavia solo marginale. La domanda di esportazioni, che includono il traffico intra eurozona, ha continuato a rappresentare un freno, essendo diminuita per il secondo mese consecutivo.

A giugno, ponendo fine a un periodo di crescita durato tre mesi, la quantità di acquisto delle materie prime e dei semilavorati delle imprese manifatturiere dell’eurozona è diminuito. Come mostrato dalla contrazione mensile delle giacenze di materie prime e dei semilavorati, i beni necessari per la produzione sono stati invece prelevati direttamente dalle scorte. Il ritmo di esaurimento delle scorte ha subito un’accelerazione, registrando il calo più marcato da gennaio.

L’utilizzo di materiali acquistati in precedenza ha consentito alle aziende manifatturiere dell’eurozona di attenuare l’impatto operativo delle interruzioni della catena di approvvigionamento. Il mese di giugno ha evidenziato che la capacità dei fornitori è rimasta sotto pressione. Detto questo, si sono registrati alcuni segnali di allentamento delle pressioni, con il relativo sottoindice che ha raggiunto il massimo degli ultimi tre mesi. Tuttavia, il livello è rimasto ben al di sotto di quello registrato prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.

Ciononostante, le aziende manifatturiere dell’eurozona sono riuscite a far fronte al loro carico di lavoro. A giugno, infatti, sono persino riuscite a smaltire parte degli ordini arretrati per il secondo mese consecutivo, malgrado la continua riduzione del loro livello occupazionale. La portata della contrazione occupazionale è stata moderata e più lenta rispetto a maggio.

Un dato degno di nota negli ultimi risultati dell’indagine PMI riguarda i prezzi. Il tasso di inflazione dei costi di acquisto, sebbene ancora elevato, è sceso a giugno, registrando il livello più basso da marzo. Ciò ha fatto seguito a una sostenuta ascesa del sottoindice che risale addirittura a settembre dello scorso anno. Per quanto riguarda la propria politica dei prezzi, le aziende manifatturiere dell’eurozona si sono dimostrate meno aggressive. Il tasso di inflazione dei prezzi di vendita è sceso al minimo degli ultimi tre mesi.

Infine, la fiducia delle imprese ha registrato a giugno una nuova ripresa, indicando un ulteriore miglioramento dopo il crollo al minimo in 17 mesi registrato ad aprile. Le aspettative per i prossimi dodici mesi sono tuttavia rimaste leggermente al di sotto del loro andamento storico.

Commento

Chris Williamson, Chief Business Economist S&P Global Market Intelligence ha dichiarato: “La nuova crescita della produzione manifatturiera di giugno si aggiunge ai segnali incoraggianti sulla resilienza dell’economia dell’eurozona. L’ultima espansione mensile conclude infatti il trimestre più forte per la produzione manifatturiera dell’area dell’euro dai primi mesi del 2022 e compenserà il recente calo registrato nel settore dei servizi. Questa crescita sostenuta è stata accompagnata da un gradito allentamento delle pressioni sui costi, dovuto in gran parte al forte calo mensile dei prezzi del petrolio, insieme a un attenuarsi dei timori relativi all’offerta. Non è però chiaro se le notizie più positive provenienti dal Medio Oriente porteranno a un ulteriore miglioramento delle prestazioni a breve termine del settore manifatturiero. Da un lato, i prezzi più bassi dell’energia e il miglioramento delle condizioni di approvvigionamento sono fattori molto incoraggianti in quanto, non solo riducono i costi delle imprese e attenuano potenziali interruzioni dell’approvvigionamento, ma contribuiscono anche a stimolare la domanda dei consumatori grazie a un’inflazione più contenuta. Negli ultimi mesi le aziende manifatturiere hanno beneficiato però di un accumulo precauzionale di scorte, che sta già iniziando a esaurirsi e potrebbe iniziare a frenare la crescita nei prossimi mesi.”