Ad inizio del terzo trimestre, i dati dell’indagine S&P Global PMI® di luglio hanno evidenziato la maggiore crescita della produzione manifatturiera nell’area euro in quasi quattro anni e mezzo. Sebbene le condizioni della domanda siano rimaste fragili, come dimostrato da un incremento marginale dei nuovi ordini, le aziende hanno concentrato i loro sforzi sugli ordini in fase di lavorazione per incrementare i volumi di produzione.
A luglio, le aziende manifatturiere dell’area euro hanno ridotto le loro giacenze ed effettuato nuovi tagli agli acquisti di materie prime e beni intermedi. Le pressioni sulle catene di approvvigionamento sono rimaste comunque elevate, sebbene si siano attestate ai livelli più bassi in cinque mesi, e anche i tassi di inflazione hanno registrato una decelerazione.
L’S&P Global PMI® del Settore Manifatturiero Eurozona, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona, e si basa sugli indici dei nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e giacenze degli acquisti, è aumentato a luglio a 51.9, da 51.4 di giugno, indicando il miglioramento più significativo delle condizioni operative del settore manifatturiero da aprile.
I dati PMI relativi alle quattro principali economie dell’area euro hanno evidenziato tendenze fortemente divergenti. La Germania in particolare ha registrato la migliore prestazione, segnando l’indice più elevato in oltre quattro anni. Sebbene con una crescita più lenta, anche l’Italia si è mantenuta in fase di espansione, attestandosi al livello più basso in quattro mesi. I settori manifatturieri di Spagna e Francia sono rimasti invece sostanzialmente stagnanti.
A luglio, i volumi di produzione manifatturiera nell’area euro hanno registrato il tasso di crescita più elevato dal marzo 2022. L’accelerazione è stata sostenuta dall’evasione degli ordini in fase di lavorazione e dal lieve incremento delle vendite. Nell’ultima indagine, l’acquisizione di nuovi ordini ha tuttavia evidenziato un aumento solo marginale, con un ritmo di espansione significativamente inferiore rispetto a quello della produzione.
La domanda di beni dell’area euro di luglio proveniente dai mercati di esportazione, che includono il commercio intra eurozona, ha registrato nuovamente un deterioramento, anche se marginale. Le riduzioni delle nuove commesse dall’estero in Francia, Spagna, Italia e Austria sono appena riuscite a compensare la crescita osservata in altre nazioni.
Lo smaltimento del lavoro arretrato ha rappresentato un fattore determinante che ha sostenuto la forte espansione della produzione manifatturiera dell’area euro di luglio. Nel complesso, l’attività generale è calata per il terzo mese consecutivo, registrando il tasso di riduzione più elevato da gennaio.
A luglio, la forte prestazione della produzione è stata nel frattempo accompagnata da un’ampia attività di ridimensionamento. Ad esempio, l’occupazione nel settore manifatturiero ha registrato nuovamente una flessione e l’attività di acquisto è nuovamente calata per il secondo mese consecutivo. I produttori di beni dell’area euro hanno inoltre diminuito i livelli delle giacenze sia delle materie prime e dei semilavorati che quelle dei prodotti finiti.
All’inizio del terzo trimestre, la catena di fornitura continua a rappresentare una sfida per il settore manifatturiero dell’area euro. Secondo le aziende campione, i tempi medi di consegna dei fornitori si sono significativamente allungati. Detto questo, sono emersi però alcuni segnali di attenuazione delle pressioni, in quanto il deterioramento delle prestazioni dei fornitori è risultato meno marcato rispetto a quanto osservato dall’inizio del conflitto in Medio Oriente.
Per quanto riguarda i costi dei produttori, sebbene con un tasso di inflazione ridotto al livello minimo in cinque mesi, i dati dell’indagine di luglio hanno evidenziato un ulteriore aumento storicamente elevato. Di conseguenza, l’incremento dei prezzi di vendita delle aziende manifatturiere ha registrato un rallentamento, attestandosi al livello più debole da marzo.
Infine, si è registrato un lieve miglioramento delle aspettative di crescita per i prossimi 12 mesi. La fiducia delle imprese è generalmente aumentata, raggiungendo il livello più elevato da febbraio; tuttavia, essa si mantiene al di sotto della media di lungo termine, indicando pertanto, tra le aziende manifatturiere dell’area euro, prospettive relativamente contenute.
Commento
Chris Williamson, Chief Business Economist S&P Global Market Intelligence ha dichiarato: “Le aziende manifatturiere dell’area euro stanno registrando una certa accelerazione della crescita estiva, con una produzione in aumento al ritmo più veloce in quattro anni e mezzo. Emergono tuttavia segnali che tali
sviluppi positivi possano rivelarsi di breve durata, con il rischio che la dinamica si affievolisca con l’avvicinarsi dell’autunno. Germania, Paesi Bassi, Austria e Grecia riportano una crescita robusta della produzione, mentre in Francia e Spagna si osserva una contrazione dei livelli produttivi e in Italia si registra solo un modesto incremento. Tali divergenze evidenziano come gran parte della regione continua a risentire di una domanda debole, prezzi elevati e ritardi nelle forniture. Sebbene a luglio si sia rilevato un lieve allentamento delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e delle pressioni sui prezzi legate all’energia, i problemi riportati dalla catena di fornitura e dai prezzi energetici restano su livelli elevati a causa delle persistenti tensioni in Medio Oriente, fattori che potrebbero limitare la produzione e comprimere ulteriormente la domanda nei prossimi mesi. L’afflusso di nuovi ordini di conseguenza rimane preoccupantemente debole, costringendo le aziende manifatturiere a fare affidamento sugli ordini acquisiti nei mesi precedenti per sostenere l’attuale incremento della produzione. In questo scenario, le imprese continuano a ridurre il loro personale, in considerazione dei timori legati a una possibile carenza di lavoro nei prossimi mesi, a conferma del fatto che l’economia manifatturiera non appare così sana come i dati potrebbero suggerire.”
