S&P Global PMI® Settore manifatturiero in Italia: l’ennesima crescita dei nuovi ordini supporta l’espansione maggiore della produzione manifatturiera

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Secondo gli ultimi dati dell’Indagine S&P Global PMI® le aziende manifatturiere italiane hanno segnalato una maggiore domanda collegata alla creazione di scorte di sicurezza.

La rinnovata crescita dei nuovi ordini ha alimentato un’espansione più veloce della produzione manifatturiera, con il livello di fiducia che è quasi tornato alla sua normalità storica. I dati raccolti hanno tuttavia mostrato che rimangono le preoccupazioni riguardo alla guerra in Medio Oriente. Le ulteriori interruzioni nella catena di approvvigionamento hanno spinto sia clienti che produttori a tentare di creare scorte di sicurezza aumentando gli acquisti, e anche le pressioni sui costi si sono intensificate ulteriormente.

L’indice S&P Global PMI® Settore Manufatturiero in Italia (Purchasing Managers’ IndexTM), un valore composito a una cifra della performance manifatturiera derivato dagli indicatori relativi ai nuovi ordini, alla produzione, all’occupazione, ai tempi di consegna dei fornitori e alle scorte di acquisti, a maggio è salito al valore più alto in appena più di 4 anni di 52.9 rispetto a 52.1 di aprile.

Quattro dei cinque sottoindici che compongono il PMI principale hanno riportato crescite, con la sola eccezione del livello occupazionale.

Invertendo la tendenza al ribasso osservata ad aprile, le aziende manifatturiere italiane hanno segnalato a maggio un miglioramento nel volume degli ordini ricevuti. Sebbene solo marginale, il tasso di espansione è stato tra i maggiori negli ultimi quattro anni, con poco più di un quarto delle aziende che ha segnalato un rialzo. Tale dato è stato spesso la conseguenza degli sforzi da parte dei clienti di costruire scorte di sicurezza a causa delle carenze di materiale e della previsione di aumenti di prezzo. Analizzando i nuovi ordini di maggio, si evince che c’è stato un altro leggero aumento delle vendite estere.

Durante l’ultima indagine, i livelli della produzione, di conseguenza, sono aumentati in misura maggiore. Inoltre, a causa della speranza del buon fine di attuali trattative di vendita e di condizioni economiche più favorevoli, è stato evidente un leggero miglioramento delle previsioni future per la produzione nei prossimi 12 mesi.

In risposta a ciò, l’esigenza di beni è cresciuta, e le aziende manifatturiere hanno aumentato i loro acquisti di beni a un livello mai osservato da aprile 2022. In parte ciò riflette i tentativi di creazione di scorte di sicurezza viste le interruzioni della catena di distribuzione.

Tuttavia, c’è stata una leggera riduzione della giacenza degli acquisti, poiché infatti i tempi medi di consegna dei beni si sono allungati nuovamente a causa della guerra in Medio Oriente. Questo è stato comunque il calo maggiore delle prestazioni dei fornitori in quasi quattro anni.

Sul fronte dell’occupazione, sebbene la crescita netta del personale sia stata elevata per il quinto mese consecutivo, il tasso registrato a maggio è rientrato rispetto al recente picco registrato ad aprile. Allo stesso tempo, ponendo fine alla tendenza di contrazione di quasi quattro anni, il dato di maggio ha segnalato il primo aumento (seppur frazionale) del livello del lavoro inevaso.

Guardando all’inflazione, i dati più recenti hanno osservato un allungamento dell’andamento di crescita. La pressione al rialzo è derivata da una vasta gamma di elementi, con le aziende che hanno menzionato il prezzo maggiore per le materie prime, trasporto marittimo, energia e in particolare del carburante. I tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di quelli di vendita non solo sono risultati elevati, ma anche ai loro livelli più alti rispettivamente in quattro anni e poco più di tre anni e mezzo.

Commento

Eleanor Dennison, Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Di fronte a ulteriori interruzioni nelle catene di approvvigionamento e a maggiori pressioni sui costi causate dalla guerra in Medio Oriente, le aziende manifatturiere in Italia stanno agendo per mitigare
qualsiasi rischio di arresti produttivi. Nonostante l’accelerazione dell’attività di acquisto, i tentativi di costruire scorte di sicurezza non hanno avuto successo a causa di maggiori ritardi nelle consegne. Questo nuovo miglioramento della domanda osservato in tutto il settore probabilmente sarà insostenibile quando l’aumento delle scorte inevitabilmente svanirà. Tuttavia, dato che questa è stata una delle più forti iniezioni di nuovi lavori in oltre quattro anni, le aziende hanno aumentato in tutta risposta i loro volumi di produzione. Sebbene le aziende manifatturiere italiane abbiano nuovamente affrontato un ulteriore forte e accelerato aumento della pressione media sui costi, non stiamo osservando un livello di inflazione ai livelli visti durante il picco della crisi energetica del 2022.”