Una redazione di oltre 100 collaboratori, esperti delle tematiche che stanno a cuore alle imprese

Stabile organizzazione e Iva, ecco il primo interpello sui nuovi investimenti

Pubblicata sul sito dell’Agenzia la prima risposta all’interpello sui nuovi investimenti, introdotto nel nostro ordinamento dal D.lgs. n. 147/2015 sull’internazionalizzazione delle imprese. Il quesito, sottoposto da una grande multinazionale, riguarda gli aspetti fiscali di un piano di investimento che supera la soglia di 30 milioni di euro prevista dall’art. 2 del Decreto legislativo e che, se realizzato, comporterebbe l’ampliamento della produzione della società italiana appartenente al gruppo, ricadute occupazionali (assunzione a tempo indeterminato di circa cento dipendenti) e maggior gettito Irpef, Ires e Irap. I chiarimenti forniti dall’Agenzia sono contenuti nella risoluzione n. 4/E di oggi, disponibile nella sezione nella sezione “Normativa e Prassi” del sito delle Entrate.

I soggetti coinvolti nel piano di investimento – Nell’interpello, il gruppo multinazionale XY presenta alle Entrate il progetto di un nuovo investimento che prevede la produzione di alcuni prodotti presso lo stabilimento della società italiana del gruppo (Alfa) e la creazione di un hub logistico per la distribuzione dei prodotti realizzati nei vari stabilimenti del gruppo. Le società del gruppo coinvolte nel nuovo investimento sono:

  • la società Alfa, con sede legale in Italia;
  • la società consociata Beta, con sede legale in uno Stato estero (Stato B);
  • la società controllante Gamma, con sede in un altro Stato estero (Stato C).

Quando sussiste la stabile organizzazione – Nell’interpello l’Agenzia chiarisce che l’ipotesi di una stabile organizzazione non si realizza a condizione che Beta non svolga nel centro logistico attività di “deposito, di esposizione o di consegna di merci” di altre imprese, ad esempio Alfa. Per non integrare l’ipotesi di stabile organizzazione “materiale” è inoltre necessario che nella sede dell’hub non vengano svolta attività diverse da quelle di “deposito, di esposizione o di consegna di merci”, come ad esempio attività commerciale di raccolta degli ordini o di vendita dei prodotti di Beta.

L’Iva sulle operazioni connesse al piano d’investimento – Nell’interpello, l’Agenzia fornisce anche chiarimenti sul trattamento fiscale da applicare in materia di Iva a una serie di operazioni di acquisto finalizzate alla successiva rivendita poste in essere dalla società consociata Beta. Tra i casi esaminati nella risoluzione, gli acquisti intracomunitari e le importazioni di prodotti finiti con introduzione in un deposito fiscale utilizzato ai fini Iva. L’Agenzia specifica che le risposte fornite con l’interpello hanno valore nei confronti di Alfa, Beta e Gamma, finché le circostanze di fatto e di diritto descritte nella richiesta di parere restano invariate.

Il Fisco “consulente” scioglie i dubbi delle grandi imprese – L’articolo 2 del D.lgs. n. 147/2015, noto come “decreto internazionalizzazione”, ha introdotto l’interpello sui nuovi investimenti, mediante il quale le imprese che intendono effettuare investimenti in Italia, di ammontare non inferiore a trenta milioni di euro e che abbiano significative ricadute occupazionali, possono presentare all’Agenzia delle Entrate un piano di investimento per conoscerne il trattamento fiscale. L’Agenzia, dopo aver esaminato l’istanza, emana una risoluzione rendendo pubbliche le posizioni interpretative rese in risposta agli interpelli di interesse generale.

Redazione

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.