Start-up innovative ed Invitalia: il programma Smart&Start Italia

 Start-up innovative ed Invitalia: il programma Smart&Start Italia

Le start-up innovative si differenziano dalle altre per l’alto contenuto tecnologico dei prodotti, dei servizi o dei processi implementati per la loro produzione o erogazione.

Ad oggi questo tipo di imprese può essere costituito solo nella forma di società di capitali (anche cooperative), devono avere particolari requisiti ed essere iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese.

A favore di queste realtà, Invitalia ha previsto la misura Smart&Start Italia, agevolazione a sportello, senza scadenza o termini per la presentazione delle domande, che potranno quindi essere presentate fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

I Beneficiari

Possono ricorrere all’agevolazione:

  1. le persone fisiche che intendano costituire una start-up innovativa, anche all’esito dell’istruttoria della domanda;
  2. start up innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi;
  3. imprese straniere che vogliano aprire almeno una sede in Italia.

L’agevolazione

Smart&Start consiste nella possibilità di ottenere un mutuo a tasso zero per finanziare gli investimenti ed i costi di gestione. Inoltre, le beneficiarie con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, possono accedere anche ad un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo.

Il mutuo dovrà essere restituito in 8 anni e potrà coprire al massimo il 70% delle spese ammissibili (80% in alcuni casi specifici).

Smart&Start non è cumulabile con altre agevolazioni che riguardano le medesime spese ammissibili e rientra nel regime de minimis dell’Unione Europea.

Le spese ammissibili

I progetti di investimento e spesa dovranno avere un importo complessivo compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro (al netto dell’iva) e dovranno essere rivolti all’acquisto di beni strumentali oppure alla copertura dei costi di gestione aziendale.

Per quanto riguarda la prima categoria, le start-up innovative potranno richiedere il finanziamento agevolato per le seguenti spese:

  • impianti, macchinari e attrezzature tecnologici o scientifiche nuovi di fabbrica;
  • componenti hardware e software;
  • brevetti, marchi e licenze;
  • certificazioni, knowhow e conoscenze tecniche, anche non brevettate, purché direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, nonché relativi interventi correttivi e adeguativi;
  • investimenti in traditional o web marketing.

Per quanto riguarda la seconda categoria, sono ammissibili nel progetto i seguenti costi di gestione:

  • interessi sui finanziamenti esterni concessi all’impresa;
  • quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici;
  • canoni di leasing o affitto relativi agli impianti, macchinari e attrezzature;
  • costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori aventi particolari requisiti;
  • licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale;
  • licenze relative all’utilizzo di software;
  • servizi di incubazione e di accelerazione di impresa.

Per entrambe le tipologie (investimenti e costi di gestione correnti) potrà essere chiesta la copertura delle sole spese realizzate dopo la presentazione della domanda. Le spese dovranno essere realizzate nei 24 mesi successivi alla stipula del contratto con Invitalia.

La domanda dovrà essere predisposta sull’apposita modulistica reperibile sul sito internet, dovrà essere confezionata in base alle richieste e recapitata all’indirizzo di posta elettronica certificata apposito.

Conclusioni

L’agevolazione passata in rassegna rappresenta una valida e conveniente alternativa al credito bancario, spesso restio a sostenere le start-up per l’alto rischio di insolvenza o per l’eccessiva rischiosità del business.

La misura consente di intraprendere nuovi progetti, garantendo la copertura non solo bei beni strumentali a contenuto tecnologico o innovativo, ma anche dei relativi costi di gestione. Per questi motivi ed anche per la relativa snellezza del processo di istruttoria, rappresenta sicuramente una ottima soluzione per le start-up innovative.

Matteo Bartolozzi

Dottore Commercialista in Firenze. Appassionato di pianificazione aziendale, controllo di gestione e finanza agevolata. Membro del Comitato Fondi Comunitari e Bandi della Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Firenze e del Consiglio Direttivo dell'U.G.D.C.E.C. di Firenze.

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