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Stesso comportamento con collaboratori diversi?

Che cosa è lo stile sociale?

Nell’articolo “STESSO COMPORTAMENTO CON COLLABORATORI DIVERSI?” si era affermato che “ciascuno di noi ha sviluppato nel tempo un proprio stile comportamentale in cui si sente a proprio agio” e questo stile, detto appunto sociale perché riguarda il modo in cui entriamo in relazione con gli altri, è prevalente nei nostri comportamenti perché è quello che utilizziamo in modo “automatico” quando comunichiamo con gli altri. Avete presente Matteo Renzi e… Letta? Possiamo tranquillamente affermare che il loro modo di comunicare sia piuttosto diverso!

Molti ricercatori e studiosi di psicologia e psicologia sociale, da David Merril a Robert Phillips, sono concordi nell’identificare due dimensioni del comportamento umano, indipendenti tra loro, che determinano lo stile di comunicazione prevalentemente usato da ciascun individuo quando interagisce con gli altri: ASSERTIVITA’ ed EMOZIONALITA’.

La combinazione di queste due dimensioni determina quello che viene denominato lo STILE SOCIALE di un individuo. Ciascun essere umano esprime impressioni immediate sull’interlocutore, basate sulla percezione dello stile sociale dell’altro, del suo linguaggio verbale e non verbale. Le modalità di interazione e la qualità della relazione fra i diversi individui dipendono dalle percezioni reciproche. . Non è raro che le impressioni reciproche siano negative quando gli stili sociali dei due interlocutori sono diversi. Gli elementi del linguaggio verbale e non verbale, che giocano un ruolo decisivo in termini di percezione, sono riconducibili proprio alla dimensione dell’ASSERTIVITÀ e a quella dell’EMOZIONALITÀ.

L’assertività

L’assertività è la modalità utilizzata più frequentemente da un individuo per influire sugli altri, per convincerli delle proprie opinioni. Due sono i tipi di assertività degli esseri umani: interrogativa o affermativa; se descriviamo l’assertività degli esseri umani su un asse orizzontale avremo un 50% delle persone con assertività interrogativa e un 50% affermativa. I principali elementi del linguaggio “verbale” e “non verbale” che le differenziano sono i seguenti:

figura-1

INTERROGATIVO AFFERMATIVO
  • Tono di voce interlocutorio, poche variazioni di intonazione
  • Tono di voce deciso, affermazioni enfatiche
  • Ritmo di parola più lento
  • Ritmo di parola più veloce
  • Volume della voce più basso
  • Volume della voce più alto
  • Opinioni espresse come plausibili, modificabili, soggettive
  • Opinioni espresse con forza ed energia
  • Decide con minor fretta, valuta di più
  • Decide rapidamente anche sulla base di pochi elementi
  • Silenzioso, parla poco
  • Loquace, parla molto

Non c’è una collocazione migliore rispetto ad un’altra sulla scala dell’assertività. Ai fini dello sviluppo della propria competenza comunicativa, è però molto importante essere consapevoli di quale è la nostra assertività prevalente. È possibile fare un autodiagnosi basandosi sulla preponderanza di questi indicatori nei propri comportamenti.

L’emozionalità

L’emozionalità è la modalità prevalente con cui le emozioni di un individuo vengono espresse quando comunica con gli altri. Anche per questa dimensione sono identificabili due modalità comportamentali: alcuni individui sono maggiormente inclini al compito, altri sono più inclini alla relazione ; se descriviamo l’emozionalità degli esseri umani su un asse verticale avremo un 50% delle persone più inclini al compito e un 50% più incline alla relazione. I principali elementi di differenziazione nel linguaggio “verbale” e “non verbale” sono i seguenti:

figura-2

INCLINE AL COMPITO INCLINE ALLA RELAZIONE
  • Mimica contenuta, sorriso più controllato, espressione seria
  • Mimica più ricca, espressione sorridente
  • Atteggiamento più riservato, formale
  • Atteggiamento estroverso, informale
  • Gesti misurati
  • Gestualità più ricca, immediata
  • Posizione del corpo più rigida
  • Posizione del corpo più rilassata
  • Tende a controllare le emozioni, non ne parla
  • Manifesta le emozioni e tende a condividerle con gli altri
  • Decisioni basate più su dati e fatti
  • Decisioni basate anche su emozioni, sensazioni

Anche per questo asse non esiste una collocazione migliore rispetto ad un’altra. Importante è essere consapevoli di quale è la nostra emozionalità prevalente.

È possibile fare una autodiagnosi basandosi sulla prevalenza di questi indicatori nei propri comportamenti.

(2- continua)

Giovanna Antonietti e Patrizia Marabelli

Giovanna Antonietti e Patrizia Marabelli

GIOVANNA ANTONIETTI: Consulente sviluppo delle risorse, formazione aree comportamento organizzativo, leadership, vendite e gestione dello stress - utilizzo del Metodo Feldenkrais per migliorare performance. PATRIZIA MARABELLI: Consulente e formatore sviluppo organizzativo, progettazione e realizzazione di strutture, sistemi e strumenti per il cambiamento organizzativo e sviluppo delle risorse umane. Modelli D.Lgs. 231/2001.

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