STUDI CONFARTIGIANATO – 45,9% dell’artigianato in settori esposti a concorrenza sleale dell’abusivismo: key data su sommerso e indipendenti irregolari

 STUDI CONFARTIGIANATO – 45,9% dell’artigianato in settori esposti a concorrenza sleale dell’abusivismo: key data su sommerso e indipendenti irregolari

Confartigianato ha lanciato la Campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo ‘Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”, evidenziando che sono 709.959 le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. È irregolare il 14% dei soggetti che svolgono attività indipendente e questa quota è aumentata di 0,6 punti percentuali rispetto al 2011.

Il report di Confartigianato – L’analisi sullo spiazzamento delle attività legali da parte del sommerso è contenuto nell’Elaborazione Flash ‘Key data – Il sommerso e la concorrenza sleale dell’abusivismo: gli indipendenti irregolari’ pubblicata in concomitanza con il lancio della campagna nazionale. Il report è corredato da una appendice statistica con i dati per regione e provincia delle imprese nei settori più esposti dalla concorrenza sleale dell’abusivismo.

Il report evidenzia che le unità di lavoro equivalenti non regolari sono 3 milioni e 586 mila, e superano del 6,9% i 3 milioni 353 mila unità di lavoro delle Amministrazioni pubbliche. Nel dettaglio per posizione, si rilevano 1.003.500 indipendenti non regolari, con un tasso di irregolarità del lavoro indipendente del 14,4%, in crescita nell’ultimo anno (+0,2 punti percentuali). Nell’arco di vent’anni la pressione del lavoro indipendente non regolare è addirittura salita: era il 14,0% nel 1999 mentre, in parallelo, la quota di lavoro irregolare dipendente è scesa di due punti percentuali, passando dal 17,1% del 1999 al 15,1% del 2019.

livello settoriale si evidenzia per la componente indipendente una forte presenza di lavoro irregolare, alla base del fenomeno dell’abusivismo, nei servizi con il 16,0% seguiti dalle costruzioni con il 12,6% mentre il manifatturiero esteso si ferma sul 10,1%.

Sono diversi i meccanismi della concorrenza sleale del sommerso: i) le imprese che evadono possono mantenere prezzi più bassi e mettono fuori mercato i competitor regolari, generando una pressione verso il basso delle dinamiche retributive; ii) l’evasione fiscale rende difficile condurre politiche fiscali espansive di riduzione delle aliquote fiscali applicate alle imprese regolari; iii) si inibisce la crescita dimensionale delle imprese in quanto le imprese che evadono hanno minor propensione all’investimento e all’ampliamento del volume d’affari e al contempo spiazzano gli investimenti delle imprese regolari che non raggiungono spesso la redditività adeguata per crescere.

La ricerca del prezzo più basso è la maggiore determinante per la domanda di servizi offerti da lavoratori indipendenti irregolari ed è rilevata nel 64% dei casi in Italia, a fronte del 48% della media dell’Unione europea. Questa determinante si è accentuata nella crisi economica conseguente alla pandemia da Covid-19, che ha pesantemente colpito i redditi e i consumi, con una amplificazione nel caso di restrizioni sul lato dell’offerta: in concomitanza con il lockdown del 2020 e della chiusura nelle aree rosse del 2021 si è registrata una intensificazione dell’abusivismo nell’acconciatura ed estetica, con pesanti ricadute economiche per le imprese del settore.

Tasso di irregolarità del lavoro indipendente 1995-2019

Anni 1995 (inizio rilevazioni)-2019. % unità di lavoro non regolari, totale economia – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

Tasso di irregolarità del lavoro indipendente per principali settori

Anno 2019. Incidenza percentuale di unità di lavoro non regolari sul corrispondente totale unità di lavoro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

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