STUDI CONFARTIGIANATO – Crisi della moda: nel 2024 le imprese perdono 15 milioni di euro di ricavi al giorno

 STUDI CONFARTIGIANATO – Crisi della moda: nel 2024 le imprese perdono 15 milioni di euro di ricavi al giorno

La moda è il comparto manifatturiero in maggiore difficoltà nella delicata attuale fase congiunturale, dominata dal calo degli scambi internazionali e dai rischi della geopolitica. Nel primo trimestre del 2024 la produzione manifatturiera scende dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,1% rispetto  allo stesso trimestre dell’anno precedente. La moda è il settore del made in Italy che segna la performance peggiore, con la produzione del tessile, abbigliamento e pelli che segna un calo congiunturale del 3,5% e dell’8,8% su base annua, con una grave accentuazione (-9,3%) a marzo del 2024. Nel dettaglio per settore, il calo della produzione del 4,8% registrata nel comparto del tessile si amplifica al -8,9% per l’abbigliamento e arriva alla doppia cifra (-14,8%) per la pelle.

Le proposte urgenti per rilanciare il comparto sono al centro dell’appello lanciato in questi giorni al Governo e al mondo bancario da Confartigianato Moda  e CNA Federmoda, dopo gli incontri del Tavolo Nazionale della Moda del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in cui è stato analizzato lo stato di difficoltà del settore.

Nel 2023 nella moda il fatturato è pari a 97,5 miliardi di euro. Nel primo bimestre del 2024 il valore dei ricavi nel tessile, abbigliamento e pelli scende del 5,1% su base annua: sulla base di questo andamento si calcola una perdita di ricavi pari di 15 milioni di euro al giorno.

Debole anche il commercio al dettaglio: nel primo trimestre del 2024 le vendite di abbigliamento e pellicce salgono dell’1,3% su base annua e quelle di calzature, articoli in pelle e da viaggio del +0,8%.

Pesante segno negativo nei giudizi sugli ordini e nelle attese per ordini  e occupazione, mentre rimangono in territorio positivo nella media della manifattura.

La crisi del commercio internazionale pesa sulle vendite all’estero: nel 2023 il valore dell’export ha ristagnato (-0,3%) e mantiene un trend debole anche nella prima parte del 2024 (+0,8% nel primo bimestre). Una analisi territoriale evidenzia che nel 2023 tra le maggiori regioni, i cali più ampi delle esportazioni per tessile, abbigliamento e pelli si osservano in Toscana con -9, Lazio con -5,1% e Veneto con -3,2%. Tra le maggiori province – con almeno un miliardo di euro di export della moda – si registrano cali a doppia cifra per Bologna con -11,7% e Firenze con -11,4%. Segno negativo anche per Verona con -8%, Vicenza con -6,7%, Prato con -5,8%, Treviso con -4%, Varese con -2,6% e Como con -2,1%.

Moda, settore ad alta vocazione artigiana –  La crisi in corso colpisce in modo pesante il sistema della piccola impresa e dall’artigianato. Nel settore sono attive 49.593 micro e piccole imprese con 279mila addetti, il 61,5% del totale del settore. Le 34mila imprese artigiane attive danno lavoro a 139 mila addetti, pari al 30,6% dell’occupazione della moda.

Trend della produzione manifatturiera nel primo trimestre 2024 per settore

Gennaio-marzo 2024, var. % tendenziale, corretti per gg. lavorativi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

Attese sugli ordini: manifattura e moda

Gennaio 2012-marzo 2024, saldo – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Immagine di freepik

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