STUDI CONFARTIGIANATO – Digitale, driver della ripresa con l’apporto di 89 mila MPI e l’accompagnamento della rete Confartigianato

 STUDI CONFARTIGIANATO – Digitale, driver della ripresa con l’apporto di 89 mila MPI e l’accompagnamento della rete Confartigianato

I processi di trasformazione digitale delle imprese si intrecciano con le dinamiche della ripresa in corso. L’economia digitale si caratterizza come un driver del recupero di valore aggiunto dopo la pesante recessione del 2020. La transizione 4.0 sta spingendo la risalita degli investimenti in macchinari e impianti, anche grazie agli interventi della legge di bilancio 2021. La ripresa in corso è trainata dalla domanda di servizi digitali e dal boom delle vendite attraverso il canale dell’e-commerce. La reazione all’emergenza sanitaria, l’intensificazione dello smart working e l’esplosione di eventi, seminari e formazione tenuti a distanza ha contribuito ad accelerare la transizione digitale delle piccole imprese, con una specifica accentuazione in Italia evidenziata dai confronti internazionali. L’evoluzione della digitalizzazione viene sostenuta dalla valorizzazione delle relazioni e delle reti di imprese. Si delinea una accentuazione di criticità nell’acquisizione di competenze a fronte di una domanda di lavoro che nel lungo periodo registra i tassi di crescita medi annui più elevati nella filiera di informatica e telecomunicazioni.

Il supporto alla digital transformation delle MPI italiane vede Confartigianato protagonista dell’‘ultimo miglio’ con una diffusa rete di Associazioni che svolgono attività specifiche di informazione, formazione e consulenza. L’analisi dei dati territoriali delle MPI dei servizi digitali, l’affiancamento del sistema associativo di Confartigianato e alcune considerazioni di policy sono contenute nell’Elaborazione Flash ‘Accompagnamento della transizione digitale delle MPI: alcune evidenze su contesto e tendenze. Il ruolo del sistema associativo di Confartigianato e considerazioni di policy’ predisposta in collaborazione con Direzione Politiche Economiche-Transizione Digitale. Clicca qui per scaricarla.

Le MPI dei servizi digitali sul territorio – L’analisi dei dati di dettaglio dimensionale delle imprese evidenzia che nei servizi digitali – individuati da produzione di software, consulenza informatica e attività connesse e attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici – sono attive 88.570 MPI che contano 235.950 addetti, pari ad oltre la metà (54,9%) del totale degli addetti del settore ed all’1,35% degli addetti del totale economia: in particolare più di un terzo degli addetti del settore (34,3%) lavora in microimprese. Il comparto ha registrato un marcato dinamismo nell’arco di cinque anni (2014-2019), con l’occupazione delle MPI dei servizi digitali che è salita di 32.246 addetti, pari al +15,8%.

In chiave territoriale il peso degli addetti in MPI dei servizi digitali sull’economia è più elevata nella P.A. di Trento con 1,66%, seguita dal Lazio con 1,60%, Toscana con 1,46%, Lombardia con 1,44%, Piemonte con 1,43%, Friuli-Venezia Giulia con 1,40%, Marche con 1,34%, P.A. Bolzano, Umbria e Veneto con 1,33%.

A livello provinciale il peso degli addetti in MPI dei servizi digitali sull’economia è più elevata a Pisa con il 2,45%, seguita da Ascoli Piceno e Cagliari con 1,84%, Torino con 1,67%, Roma e – come anticipato – Trento con 1,66%, Terni con 1,62%, Ancona e Monza e Brianza con 1,60%.

PESO DEGLI ADDETTI IN MPI DEI SERVIZI DIGITALI SULL’ECONOMIA PER REGIONE E RIPARTIZIONE

Anno 2019. Ateco 2007: J62 e L63. Incidenze percentuali su totale economia – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

PESO DEGLI ADDETTI IN MPI DEI SERVIZI DIGITALI SULL’ECONOMIA: LE PRIME PROVINCE

Anno 2019. Ateco 2007: J62 e L63. Incidenze percentuali su totale economi, province >= media Italia – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

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Redazione

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