STUDI CONFARTIGIANATO – Il valore di un regalo di Natale di artigianato: spesa di 24,5 miliardi di euro, intercettabile da 285 mila imprese artigiane

 STUDI CONFARTIGIANATO – Il valore di un regalo di Natale di artigianato: spesa di 24,5 miliardi di euro, intercettabile da 285 mila imprese artigiane

Nei primi nove mesi del 2020 il volume delle vendite al dettaglio è in calo del 7,2%, dato mai registrato dallo scoppio della Grande crisi e da imputarsi interamente al -13,6% dei prodotti non alimentari mentre quelli alimentari crescono dell’1,4%.

Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori: considerando il triennio 2017-2019 a dicembre si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25,1% rispetto alla media mensile annua (16,4% nel caso dei prodotti alimentari e 31,5% nel caso di quelli non alimentari). Le vendite al dettaglio del mese di dicembre rappresentano il 10,4% delle totale annuo, dato composto da una quota del 9,7% per la spesa alimentare che sale all’11,0% per la vendite non alimentari.

Prendendo a riferimento la spesa delle famiglie relativa ai prodotti maggiormente scelti come regalo ed ai servizi di cura della persona in settori presidiati dalle imprese artigiane – prodotti alimentari e bevande, moda e gioielleria, mobili, articoli tessili per la casa, cristalleria, stoviglie e utensili domestici, utensili e attrezzature per la casa e il giardino, giochi, giocattoli, articoli sportivi, libri, articoli di cartoleria e materiale da disegno e servizi per la cura della persona – si stima a dicembre una spesa delle famiglie in regali di Natale pari a 24,5 miliardi di euro. La spesa si concentra in Lombardia (17,9% del totale nazionale) per cui si stima un ammontare di 4.391 milioni di euro, seguita dal Lazio con 2.526 milioni (10,3%) e dalla Campania con 2.093 milioni (8,5%). A livello provinciale primeggiano Roma con 1.899 milioni di euro (7,7%), Milano con 1.533 milioni (6,2%), Napoli con 1.074 milioni (4,4%), Torino con 1.036 milioni (4,2%) e Brescia con 529 milioni (2,2%).

L’acquisto di prodotti e servizi realizzati da imprese artigiane e micro piccole imprese locali è una scelta etica a sostegno del territorio, in occasione delle festività natalizie così come nella quotidianità, che genera valore per l’acquirente, per il destinatario del dono e per la comunità.

Sono 285.137 le imprese artigiane – per lo più imprese famigliari – operanti in 43 settori in cui si realizzano prodotti artigianali e si offrono servizi di qualità che possono essere regalati in occasione del Natale: danno lavoro a 811.546 addetti e 377.952 sono lavoratori indipendenti con una quota del 46,6%. In particolare oltre la metà (55,0%) delle imprese perimetrate, pari a 156.722 unità, rientrano nella classificazione di artigianato artistico che realizzando prodotti di elevato valore estetico, prevalentemente con tecniche manuali con alto contenuto professionale, che creano identità, esprimono la cultura dei popoli e creano valore economico, culturale e sociale; queste imprese esprimono due terzi (67,4%) ed i tre quarti (74,3%) rispettivamente degli addetti e degli indipendenti nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale.

Scegliere i prodotti e servizi artigiani offerti sul proprio territorio non vuol dire solo sostenere l’impresa, l’imprenditore, i suoi 433.594 dipendenti, e quindi le loro famiglie, ma anche il benessere della comunità, dato che il 55,0% delle micro e piccole imprese del territorio sostengono o realizzano iniziative di interesse collettivo. Inoltre, come rilevato da una nostra indagine condotta nella primavera del 2020 ed analizzata nel 15° Rapporto annuale di Confartigianato, nonostante la situazione di difficoltà causa crollo ricavi e crisi di liquidità, durante l’emergenza sanitaria il 24,5% delle MPI si sono attivate per supportare la comunità in cui vivono e operano.

In relazione con l’artigianato totale l’artigianato nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale rappresenta oltre un quarto (27,3%) delle imprese artigiane, quasi un terzo (30,5%) degli addetti (nel dettaglio il 33,2% dei dipendenti ed il 27,9% degli indipendenti). L’incidenza media sugli addetti dell’artigianato nazionale viene superata in Toscana (41,7%), Marche (38,1%), Campania (37,5%), Umbria (35,6%), Puglia (33,7%), Veneto (32,1%), Sicilia (31,9%) e Abruzzo (31,0%). A livello provinciale primeggiano Prato (58,1%) e Fermo (55,9%) seguite a distanza da Arezzo (46,9%), Firenze (46,4%), Barletta-Andria-Trani (45,4%), Napoli (43,5%) e Macerata (40,1%).

Redazione

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