Sui beni “poveri” la strada per vincere la sfida dell’internazionalizzazione è lunga

 Sui beni “poveri” la strada per vincere la sfida dell’internazionalizzazione è lunga

L’azienda presa a riferimento è un’impresa che in parte commercializza e in parte produce articoli per la cura e la pulizia domestica quali scope, spugne, panni, mollette da bucato, ecc… con un fatturato di circa 7 milioni di Euro di cui 1,5 di quota export fortemente frazionata realizzata con vendite in tantissimi Paesi sia europei (Germania, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Rep. Ceca, Gran Bretagna, ecc…) che extra-UE (Medio Oriente, Cina, Russia, ecc…) attraverso i canali preferenziali dei distributori di articoli casalinghi e la GDO
La nostra azione si è concentrata sui mercati di Gran Bretagna e Spagna relativamente al canale degli importatori/distributori dove, poco per volta, sono cominciati ad arrivare i primi feedback sulle offerte fatte e sulle campionature inviate, incontrando sempre il grosso ostacolo del prezzo nettamente inferiore praticato dalla concorrenza, che su prodotti cosiddetti “poveri”, si gioca anche sulla base di centesimi.
La strada è stata piuttosto lunga e sono state necessarie diverse visite mirate e una politica di riposizionamento del prezzo da parte dell’azienda, ma nel giro di poco più di un anno si sono chiusi i primi contratti di distribuzione nei mercati obiettivo selezionati.

Redazione Co.Mark

Co.Mark è un’azienda specializzata nei servizi di Temporary Export Management. Il nostro obiettivo è generare vendite ed incrementare il fatturato export. www.comarkspa.it

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