Tasse e contributi: ecco quando si prescrivono

 Tasse e contributi: ecco quando si prescrivono

Tra i vari principi posti alla base del nostro ordinamento, assume particolare importanza quello relativo alla “certezza dei rapporti giuridici”, il quale mira ad eliminare tutte quelle situazioni di incertezza relative all’esistenza di un diritto, che si creano nel momento in cui quest’ultimo rimane inutilizzato per un certo lasso temporale.

Per realizzare tale obiettivo, dunque, il Legislatore ha introdotto, all’interno del Codice Civile, l’istituto della prescrizione, ai sensi del quale “ogni diritto si estingue … quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge” (art.2934 del Codice Civile).

Da ciò ne deriva, quindi, che un diritto si può estinguere per prescrizione quando il titolare non lo esercita per l’intero periodo di tempo previsto dalla legge.

Nonostante i diversi limiti imposti dal Codice Civile, l’istituto della prescrizione trova piena applicazione anche per i diritti di credito aventi ad oggetto pretese tributarie e contributive, avanzate dall’Amministrazione Finanziaria e dai vari Enti Previdenziali ed Assistenziali.

Tuttavia, la legge prevede un termine di prescrizione diverso per ogni singolo tributo e/o contributo.

Alla luce di ciò, si ritiene doveroso segnalare le diverse sentenze che hanno stabilito i diversi termini di prescrizione.

Nello specifico:

–          I crediti previdenziali, assistenziali e contributivi (I.N.P.S. ed I.N.A.I.L.), anche se non opposti, si prescrivono nel termine di 5 anni, così come sancito di recente dalle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n.23397 del 25/10/2016 (sentenza liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti);

–          Le imposte erariali quali l’Irpef, l’Ires, l’Irap, l’Iva, l’imposta di Registro e quella per le Successioni e Donazioni si prescrivono nel termine di 10 anni, così come stabilito dalla Corte di Cassazione con la Sentenza n.4283/2010;

–          I tributi locali che vengono pagati annualmente si prescrivono nel termine di 5 anni ai sensi dell’art.2984, comma 4, del Codice Civile. Tale circostanza, inoltre, trova conferma anche nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione n.4283 del 2010;

–          Le sanzioni tributarie non penali e quelle derivanti dalla commissione di illeciti amministrativi si prescrivono nel termine perentorio di 5 anni così come sancito rispettivamente dall’art.20 del D.lgs. n.472/97 e dall’art.28 della Legge n.689/81.

Infine, come chiarito anche dalla Sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.23397 del 25/10/2016, si tiene a far presente come i termini sopra indicati inizino a decorrere dal momento in cui sorge la pretesa impositiva e come gli stessi si interrompano nel caso in cui l’Ente creditore notifichi un atto interruttivo della prescrizione, salvo poi ripartire dal momento di ricezione di quest’ultimo.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

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