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Torna a salire il prezzo del petrolio (+13,3%) dopo i minimi del 2016. Benefici anche sul prezzo del gasolio, ma pesa la tassazione al 66,2%

In questo inizio 2017 diamo uno sguardo ai mercati internazionali per esaminare alcune tendenze in corso che influiranno sulle condizioni dell’economia italiana. Le statistiche disponibili da inizio anno evidenziano una buona performance dell’economia Usa che al terzo trimestre 2016 segna una crescita congiunturale del PIL dello 0,7% mentre è più moderata la crescita dell’Area euro che si ferma allo 0,3%, appesantita dal minore ritmo di crescita di Francia e Germania (+0,2% per entrambe).

Qualche incertezza si registra dall’analisi dei flussi del commercio internazionale: ad ottobre 2016 il commercio mondiale diminuisce dell’1,1% rispetto al mese precedente, confermando la fase di riduzione degli scambi evidenziata a settembre mentre va sottolineato che nel trimestre agosto-ottobre 2016 si registra un miglioramento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.

In Eurozona persiste una bassa inflazione che determina una politica monetaria espansiva: a dicembre 2016 i prezzi al consumo nell’Uem salgono del 1,1% e la componente di fondo dell’inflazione – al netto di energia e alimentari freschi – sale dello 0,9% e per entrambi gli indicatori si tratta dello stesso ritmo di crescita di un anno prima. In parallelo il Consiglio direttivo della Bce dello scorso 8 dicembre ha deciso di continuare gli acquisti di attività all’attuale ritmo mensile di 80 miliardi di euro sino alla fine di marzo 2017, ritmo che scenderà a 60 miliardi di euro da aprile 2017 sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non si riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con l’obiettivo di inflazione.

In parallelo all’espansione monetaria prosegue la discesa dei tassi di interesse: a novembre 2016 l’indice di costo dei prestiti per le imprese nell’Eurozona scende all’1,82% 31 punti base inferiore al 2,13% di un anno prima.

La politica monetaria più restrittiva negli Usa condiziona l’andamento delle valute: a dicembre 2016 il tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro ha segnato un ulteriore deprezzamento portandosi in media a 1,05 dollari per 1 euro e svalutandosi del 2,4% rispetto all’1,08 di novembre. Nella media del 2016 il cambio si fissa a 1,11 dollari per 1 euro, sostanzialmente in linea (-0,2%) rispetto alla media del 2015.

Le quotazioni del greggio sono aumentate in maniera apprezzabile dopo il ‘Vienna Agreement’ dello scorso 30 novembre: con la decisione coordinata assunta dai paesi dell’OPEC e da alcuni paesi produttori non appartenenti all’OPEC di ridurre la produzione nella prima metà del 2017 di 1,8 milioni di barili al giorno (di cui 1,2 da Paesi OPEC e 0,6 da Paesi non OPEC) il prezzo del petrolio di qualità Brent è salito del 23,2%, passando dai  45 dollari al barile del 29 novembre 2016 ai 55 dollari del 3 gennaio 2017. Il prezzo medio del Brent successivo all’accordo è di 53,13 dollari al barile, il 13,3% superiore alla media pre accordo (1-settembre-29 novembre 2016) di 46,89 dollari. Nella media dell’anno 2016 il barile di Brent chiude a 43,67 dollari, equivalenti a 39,46 euro e in diminuzione del 16,3% rispetto ai 47,15 euro della media 2015. Su base annuale si tratta della quarta diminuzione consecutiva e nel 2016 il prezzo in euro è il più basso registrato dal 2004 in poi.

Il trend favorevole registrato su base annua del prezzo del petrolio si è riverberato positivamente sul costo dei carburanti: nella media del 2016 il costo del gasolio – tasse escluse – ha raggiunto il minimo degli ultimi dieci anni ma, dato l’elevato peso delle accise, il primato non vale per il prezzo al consumo. Nel 2016 la tassazione – accise e Iva – sul litro di gasolio pagata dal consumatore finale è arrivata al 66,2%.

Il lungo ciclo caratterizzato dalla discesa del prezzo del petrolio potrebbe essere al termine: sulla base delle valutazioni contenute dell’ultimo Bollettino economico della Bce, a seguito delle decisioni di restrizione della produzione nel 2017 l’offerta mondiale subirà un calo dell’1,9% rispetto alla crescita del 2,6% registrata del biennio 2015‑2016 e, in parallelo, “si stima che il prezzo del petrolio entro la fine del 2017 salga su valori tra il 19% e il 25% più elevati rispetto alle proiezioni dello scenario di base fondate sulle future quotazioni di petrolio”. Ad inizio novembre le previsioni dell’European Economic Forecast, Autumn 2016 della Commissione europea indicano per il 2017 un prezzo del Brent valutato in euro in crescita del 22,2% rispetto all’anno precedente.

Sulla base degli andamenti sopra descritti, si è appena concluso un biennio (2015-2016) in cui si è registrato una contemporanea riduzione dei tassi di interesse, una svalutazione del cambio e una riduzione del prezzo del petrolio, ma di tale ‘allineamento’ congiunturale favorevole l’economia italiana ne ha beneficiato meno degli altri maggiori Paesi europei: nel biennio in esame il PIL dell’Italia ha registrato un tasso di crescita medio annuo dello 0,7%, più che dimezzato rispetto all’1,9% dell’Eurozona e inferiore al 3,2% della Spagna, all’1,8% della  Germania e all’1,3% della Francia.

L’Italia deve crescere di più, quindi. E per garantire questa una maggiore crescita, a fronte di una politica monetaria che si mantiene espansiva, vi deve essere un contributo positivo della politica fiscale. In particolar modo – come abbiamo evidenziato nel nostro dossier sulla Legge di Bilancio 2017 – le politiche fiscali devono creare condizioni di sviluppo per le piccole imprese, che rappresentano oltre i due terzi (67,0%) dell’occupazione delle imprese italiane. 

DINAMICA COMMERCIO MONDIALE 2011-2016

(Var. congiunturale media trimestrale – gennaio 2011 – ottobre 2016 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati CPB-World Trade Monitor) 

PREZZO DEL BRENT DAL 1 SETTEMBRE 2016 AL 3 GENNAIO 2017

(Dollari USA al barile – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eia)

PREZZO DEL BRENT IN DOLLARI E IN EURO E TASSO DI CAMBIO EURO/DOLLARO: 1999-2016

(Medie annue – Dollari USA al barile e Euro per barile (scala dx), tasso di cambio espresso in dollari per 1 euro (scala sx) – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eia e Bce)

PREZZO DEL GASOLIO: INDUSTRIALE E AL CONSUMO 1996-2016

(Euro per 1.000 litri – prezzo al consumo comprensivo di Iva e accise – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mise)

PESO TASSAZIONE SUL PREZZO DEL GASOLIO: 1996-2016

(Totale Iva e accise in % del prezzo al consumo – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat)

TASSO DI CRESCITA MEDIO 2015-2016 NEI PRINCIPALI PAESI EUROZONA

(Var. % media annua 2015-2016 del PIL a prezzi costanti – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea)
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