Tra il 2008 e il 2017 sono stati venduti 433 milioni di voucher

 Tra il 2008 e il 2017 sono stati venduti 433 milioni di voucher

È stato pubblicato l’Osservatorio sul lavoro accessorio aggiornato al 2017. Prima di esporre i dati principali, ricordiamo che i voucher sono stati soppressi a marzo 2017, con il decreto-legge n. 25 che ha sancito l’abrogazione del lavoro accessorio. L’arco temporale di riferimento per questo monitoraggio, quindi, va da agosto 2008, quando fu avviata la sperimentazione, a marzo 2017.

Dalla sperimentazione per le vendemmie del 2008, il sistema dei buoni lavoro si è sviluppato sotto diversi profili, tra cui la modalità di distribuzione. Se all’inizio erano acquistabili solo dall’INPS, tramite le sedi o la procedura telematica, in seguito i voucher sono stati messi in vendita anche presso tabaccai, banche e uffici postali. Secondo le statistiche, la maggior parte dei voucher sono stati acquistati presso i tabaccai, mentre la procedura telematica è stata utilizzata soprattutto dalle grandi aziende.

Voucher: le statistiche in base a settori lavorativi e area geografica

Il settore che ha visto l’acquisto del maggior numero di voucher è il commercio (17,4%). La consistenza della voce “altre attività” (al 34,8%, include “altri settori produttivi”, “attività specifiche d’impresa”, “maneggi e scuderie”, “consegna porta a porta”, altre attività residuali o non codificate) è l’emblema del fatto che l’uso dei voucher, inizialmente circoscritto a pochi ambiti lavorativi, con gli anni è stato ampliato. Fino alla riforma del 2012 che ha permesso, di fatto, l’utilizzo per qualsiasi tipologia di attività.

Per quanto riguarda la distribuzione per aree geografiche, il ricorso ai voucher si è concentrato maggiormente al Nord: il Nord-Est, con 157,5 milioni di voucher venduti, incide per il 36,4% sul totale, mentre il Nord-Ovest, con 129 milioni, incide per il 29,8%. La regione nella quale si è avuto il maggiore ricorso è la Lombardia, con 77,1 milioni di buoni lavoro venduti. Seguono Veneto ed Emilia Romagna.

Voucher: lavoratori coinvolti e compenso medio

Il numero di lavoratori che hanno usufruito dei buoni lavoro è cresciuto nettamente negli anni, mentre il numero medio di voucher riscossi dal singolo lavoratore è rimasto sostanzialmente invariato: circa 60-70 voucher l’anno (il dato del 2017 è ovviamente limitato ai primi mesi). Poiché l’importo netto che il lavoratore riscuote per ogni voucher è di 7,50 euro, si ricava che il compenso annuale medio netto oscilla attorno a 500 euro. Non ci sono differenze significative tra i sessi in termini di compenso.

L’età media si è ormai stabilizzata attorno a 36-37 anni. La percentuale di maschi è progressivamente diminuita in ogni anno dal 2008 al 2017, arrivando a rappresentare il 45% negli ultimi mesi di operatività del lavoro accessorio.

La quota di lavoratori di cittadinanza extracomunitaria è aumentata costantemente e, sia nel 2016 che nel 2017, ha superato il 9%. Non ci sono, infine, differenze significative nel numero medio di voucher riscossi rispetto alla cittadinanza.

Redazione

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