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Tra le eccellenze imprenditoriali del lodigiano domina l’industria con il 65,4% del fatturato totale

Duecento aziende, ordinate per ammontare di fatturato 2017, e appartenenti ai settori dell’industria, dei servizi non finanziari e del commercio. È sulla base di questi criteri che il Centro Studi di Assolombarda ha stilato la prima edizione della classifica TOP200 Lodi, realizzata in collaborazione con PwC e Banco BPM.

L’analisi si basa sull’elaborazione dei bilanci 2017 delle imprese attive con sede legale o operativa nella provincia di Lodi. Si tratta di realtà imprenditoriali piccole (38%), medie (47,5%) e grandi (14,5%) con ricavi 2017 che vanno da un minimo di 6 milioni di euro a un massimo di 629 milioni di euro e un fatturato complessivo di quasi 7 miliardi.

I numeri che hanno introdotto questo nostro confronto confermano la vocazione produttiva del territorio di Lodi e delle sue imprese che nel 2017 migliorano, sia nel fatturato sia nel reddito d’esercizio, in linea con la fase estremamente espansiva dell’economia lombarda nell’anno scorso – afferma Carlo BonomiPresidente di Assolombarda -. Inoltre, sono imprese estremamente dinamiche sui mercati esteri, come certificato dalla crescita a doppia cifra dell’export nel 2017, pari a 3,1 miliardi di euro (+12% sul 2016) e largamente al di sopra del livello precrisi (+82%). Tutte queste qualità hanno sempre trainato lo sviluppo della Lombardia e dell’Italia intera. Ma per quanto grandi siano la passione e la dedizione degli imprenditori lodigiani, esse non possono continuare a fiorire ignorando la condizione del nostro Paese. Il lodigiano, come la Brianza, come Milano, come la Lombardia, chiedono di poter operare in un ecosistema favorevole, fatto di fattori abilitanti quali l’apertura ai mercati mondiali, il fisco, l’accesso al credito, l’Industria 4.0, le infrastrutture e l’Europa. Il governo cambi dunque il segno della sua legge di bilancio. Punti sugli investimenti e non sulla spesa corrente e trovi il modo di lasciarci più liberi di poter fare, ancor meglio, ciò che sappiamo già fare tanto bene”.

FOCUS SULLA CLASSIFICA

Le prime 50 imprese, da sole, rappresentano oltre il 70% del fatturato dell’intera classifica e appartengono in generale al settore dell’industria. Un comparto estremamente dinamico sui mercati esteri come certificato dalla crescita a doppia cifra dell’export della manifattura lodigiana nel 2017, pari a 3,1 miliardi di euro (+11,9% sul 2016) e largamente al di sopra del livello precrisi (+82%).

Sodalis S.r.l.; Zucchetti Group S.p.A e Aperam Stainless Services & Solutions Italy S.r.l., rispettivamente ai primi tre gradini del podio, guidano la classifica. Completano la top ten: A.F. Logistics S.p.A.; Cebi Italy S.p.A.; Inovyn Produzione Italia S.p.A.; MTA S.p.A.; Ibsa Farmaceutici Italia S.r.l.; Unilever Italia Manufacturing S.r.l.; Airpack S.rl.

“Il 2017 è stato un anno brillante anche per le imprese del lodigiano, grazie alla forte vocazione industriale e alla spiccata internazionalizzazione del nostro territorio – sottolinea Francesco MonteverdiPresidente del Presidio Territoriale di Lodi e Vicepresidente di Assolombarda –. Purtroppo, in Italia la crescita è in forte rallentamento. In questo quadro, penso a Industria 4.0, fortemente depotenziato, alle modifiche introdotte dal decreto dignità di cui già vediamo i primi effetti, alla nuova Legge di Bilancio che sembrerebbe orientata a sminuire lo strumento dell’alternanza, riducendo il numero delle ore e i finanziamenti alle scuole. Al contrario occorre potenziare lo strumento dell’apprendistato, rendendolo più semplice e agevolato, e promuovere le occasioni di contatto tra i giovani e il mondo delle imprese. In questa direzione, sul territorio siamo da tempo impegnati a promuovere esperienze di orientamento e collaborazione didattica tra aziende e scuole proprio per guidare i giovani nella conoscenza delle dinamiche del mondo del lavoro, in prospettiva di un futuro impiego, e al tempo stesso colmare il divario tra le competenze degli studenti e quelle richieste dalle imprese”.

Nel confronto con il 2016, le top200 mostrano nel 2017 una crescita di fatturato complessivo del +1,4%: da 6,8 miliardi cumulati a 6,9 miliardi di euro. Il reddito d’esercizio complessivo (calcolato come somma algebrica di utili e perdite) registra un aumento ben più consistente, pari al +10,1%, passando da 272 miliardi a 300 miliardi di euro. Invece, l’EBITDA in percentuale sul fatturato scende da 6,8% a 6,4% (-0,4 p.p.) e il ROE passa da 10,7 a 10,6 (-0,1 p.p.). Infine, la percentuale di aziende con il bilancio in utile si conferma elevata, pari all’88% sia nel 2016 sia nel 2017.

Se si guarda alla distribuzione territoriale, quasi il 60% del fatturato è concentrato in 5 comuni pari a 4,1 miliardi sui 6,9 totali (59%). Primo, il comune di Lodi (circa 2 miliardi di euro, quasi il 30% del fatturato complessivo della classifica), seguito da Lodi Vecchio (744 milioni di euro), Massalengo (568 milioni di euro), Codogno (501 milioni) e Casalpusterlengo (319 milioni).

LA CLASSIFICA PER EBITDA

Per misurare la qualità delle imprese il Centro Studi di Assolombarda ha stilato anche una classifica delle prime 50 aziende ordinate per EBITDA (Earnings Before Interests Taxes Depreciations and Amortization), in rapporto al fatturato totale.

I risultati sono interessanti: tutte le aziende più performanti in termini di margini possiedono un EBITDA superiore al 13% del fatturato (con punte sopra il 40%). In cima svetta Bipielle Real Estate S.p.A., con un EBITDA eccezionale (74,97%). Seguita da Centro Sperimentale del Latte S.r.l. (49,11%) e Ciprea Srl (47,36%). Si tratta di aziende i cui ricavi vanno da 5,9 a oltre 600 milioni di euro. Questo a confermare che fatturato e performance della gestione caratteristica non sono inequivocabilmente correlate e che, in termini relativi, non necessariamente le grandi guadagnano operativamente più delle piccole.

Le top 50 per EBITDA, inoltre, si distinguono anche per un basso livello di indebitamento finanziario e per una elevata redditività del capitale proprio. Tra le 50 imprese considerate, 34 hanno un indice di indebitamento (Debt/equity ratio, ovvero i debiti verso banche o altri finanziatori sul patrimonio netto) inferiore a 0,4 e ben 32 vantano un ROE (Return On Equity) a due cifre.

“Il nostro lavoro quotidiano al fianco delle aziende ci permette di entrare in contatto con realtà di grande valore – commenta Giovanni Andrea Toselli Amministratore Delegato di PwC Italia -. Crediamo che sia un dovere valorizzare e sostenere le aziende eccellenti sul territorio italiano e per questo abbiamo dato vita a questa iniziativa presente ormai in 15 città. Top200 Lodi fotografa un tessuto produttivo dinamico e con una attenzione alla sostenibilità futura del business”.

LA CLASSIFICA PER SETTORI

La classificazione per macrosettori disegna un profilo del territorio prevalentemente industriale: 117 imprese, pari al 58,5% delle Top200, che registrano un fatturato complessivo di 4,5 miliardi di euro equivalenti al 65,4% del fatturato totale.

All’interno dell’Industria il comparto manifatturiero conta ben 105 società, che nell’insieme registrano ricavi per 4,3 miliardi di euro. E tra queste, in termini di numerosità, i settori trainanti sono alimentari e bevande (22 aziende), chimica e affini (19 aziende), macchinari (14 aziende), prodotti in metallo (12) e gomma-plastica (11). L’ordine cambia leggermente se si considera il fatturato, in base al quale la chimica sale al primo posto con ricavi per 1,4 miliardi di euro. Seguono alimentari e bevande (673,4 milioni), prodotti in metallo (485,1 milioni) e gomma-plastica (484,9 milioni).

Il macrosettore più popolato dopo l’Industria è il commercio, che vede in classifica 48 aziende e vendite totali per 889 milioni di euro. Prevalgono in modo netto quelle che svolgono attività all’ingrosso, sia per numero di aziende (41) che per volume di vendite (769,7 milioni), mentre quelle dedite al commercio al dettaglio sono solo 7 e fatturano complessivamente 119,1 milioni.

Mentre il settore con maggiore fatturato dopo l’industria è quello dei servizi, le cui 35 aziende accumulano ricavi per 1,5 miliardi di euro. Spiccano i servizi specializzati (12 imprese) e i trasporti (11 imprese), seguiti dalle attività professionali (5 imprese). Invece, quelli che registrano ricavi complessivi più elevati sono i trasporti (575,5 milioni), le attività informatiche (464,3 milioni) e i servizi specializzati (218,7 milioni).

“La conoscenza della forza economico-produttiva di un territorio ha oggi un’importanza essenziale nel delineare strategie, profili e programmi di sviluppo e investimento da parte di aziende e istituzioni – sottolinea Fabrizio Marchettiresponsabile Lodi Pavia Liguria (Levante) (BPL) – Banco BPM –. Il lavoro svolto da Assolombarda con la ricerca Top 200 se da un lato valorizza le imprese e le peculiarità del Lodigiano, dall’altro offre un eccellente strumento di analisi e d’informazione per comprendere status, equilibri e tendenze dei diversi settori in cui è articolato il mondo imprenditoriale della provincia. Un documento che, a tutti gli effetti, permette di orientarsi con chiarezza, e di orientare le scelte, nell’orizzonte economico locale”.

METODOLOGIA

La classifica si compone di 200 aziende:
• con sede legale e/o operativa nella provincia di Lodi;
• con stato giuridico attivo;
• con bilancio 2017 depositato (banca dati AIDA di Bureau Van Dijk – elab. chiuse il 22 novembre 2018);
• con attività principale nei settori: industria, servizi, commercio;
• escluse le società assicurative, finanziarie, creditizie e non profit (fanno eccezione le Holding di gruppi industriali del territorio che redigono bilancio consolidato).

Redazione

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