Tre motivi che spiegano il successo di Linkedin nel B2B

 Tre motivi che spiegano il successo di Linkedin nel B2B

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[dropcap]C[/dropcap]on 330 milioni di utenti Linkedin rappresenta la seconda forza del mercato social. I suoi numeri assoluti, va detto, sono molto simili a quelli di Twitter oppure a quelli di Google+. E in alcuni casi sono inferiori (dati: US Census Bureau).

Eppure il posizionamento ‘business’ garantisce a Linkedin uno spazio tutto suo nella mente dei social networkers mondiali. Viene allora da chiedersi il perché di questo successo. Ecco 3 buoni motivi.

1) Linkedin è il social numero 1 per generare ‘leads’. Fare B2B utilizzando i social networks significa soprattutto impiegarli per raccogliere contatti qualificati di potenziali clienti. Questo equivale ad avere una strategia di Social Media Marketing con obiettivi di Lead Generation. Ora, diversi studi dimostrano come Linkedin sia fino a 4 volte più efficace degli altri social nel produrre leads di qualità (dati: HubSpot). Questo significa che il percorso da ‘visitatore’ a ‘contatto qualificato’ un contatto cioè che possa cioè utilizzare in futuro, ad esempio per una campagna di eMail Marketing questo percorso, insomma, su Linkedin ha più probabilità di diventare realtà.

2) Gli utilizzatori di Linkedin sono ‘buyers’. Ci sono numeri molto diversi di studi portati avanti con metodi empirici che dimostrano come Linkedin sia il luogo in cui i professionisti che acquistano prodotti B2B si ritrovano. Proviamo ad essere più concreti. Ho appena fatto come test una ricerca all’interno del mio network di Linkedin e indovinate un po’ pur non essendomi mai occupato in maniera diretta di acquisti, ho più di 3,700 contatti che rispondono alla ricerca per keyword ‘buyer’. Sono più del 50% della mia rete. Perché non provate anche voi?

3) I contatti di Linkedin sono in ‘buyingmode’. Gli utilizzatori di Linkedin sono in ‘assetto lavorativo’ quando navigano su Linkedin. Questa è una differenza importante rispetto a quello che accade per tutti gli altri social di successo, che sono di solito strumenti costruiti attorno a passioni / amicizie / attività del tempo libero. Su Linkedin ci si muove invece attraverso curricula e profili di aziende, oppure su gruppi professionali. È quindi una constatazione di buon senso quella di pensare che si tratta di utenti che sono molto più pronti di qualunque altro per (A) fare i passi preliminari per comprare i prodotti di un’azienda B2B (B) valutare un azienda / un professionista come potenziale partner d’affari futuro.

Ma questo non è tutto.

Quanto detto sopra, infatti, è valido soprattutto per chi utilizza Linkedin attraverso la propria Pagina Aziendale. Si tratta quindi di profili divisi per definizione a metà tra (1) quelli di imprese che vanno alla ricerca di ‘compratori’ e (2) quelli di aziende che invece cercano ‘fornitori’.

Ma se proviamo a spostarci verso le Pagine Personali, riprendiamo immediata coscienza che i connotati ‘business’ di Linkedin nascono prima di tutto dall’utilizzo che tutti ne abbiamo fatto da subito: quello cioè di inserire su di esso tutti i dettagli della nostra carriera lavorativa, cioè il nostro cv.

Questi punti fanno quindi di Linkedin uno spazio importante nelle relazioni business sia tra persone che tra aziende su internet, un luogo di affari che è cresciuto fino a diventare indispensabile sia per le grandi aziende che per le pmi. E in Italia il fenomeno è di successo anche più che altrove, visto che siamo il 7° paese al mondo per utenti Linkedin (dati: Social Bakers).

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