Turismo in Puglia: fino al 60% a fondo perduto per ristrutturare masserie, trulli, palazzi storici e strutture ricettive

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La Regione Puglia, attraverso Puglia Sviluppo S.p.A., mantiene attivo il Mini PIA Turismo, la misura pluriennale che eroga contributi a fondo perduto alle imprese turistico-alberghiere pugliesi per ampliare, modernizzare o riqualificare le proprie strutture ricettive.

L’avviso è stato pubblicato originariamente il 22 maggio 2024 ed è tutt’ora aperto: si tratta di uno strumento strutturale senza scadenza prefissata, che accetta domande a sportello in ordine cronologico fino all’esaurimento della dotazione complessiva di 20 milioni di euro. Uno degli aspetti più caratteristici di questa misura è la sua vocazione al recupero del patrimonio architettonico pugliese: sono espressamente finanziabili masserie, trulli, torri, palazzi storici e immobili abbandonati da almeno tre anni situati nei centri storici, a condizione che vengano destinati a strutture ricettive con almeno cinque camere.

I programmi di investimento ammissibili devono avere un importo complessivo compreso tra 30.000 e 5 milioni di euro per le imprese singole, e tra 500.000 e 2 milioni di euro per le reti d’impresa o consorzi.

L’agevolazione si articola in una sovvenzione diretta a fondo perduto  la cui percentuale varia in base alla dimensione dell’impresa, alla tipologia di investimento e all’area geografica  alla quale si aggiunge, per chi ricorre al finanziamento bancario, un contributo in conto impianti fino al 10% (calcolato sul montante degli interessi del finanziamento) e un’ulteriore agevolazione ESL sulla garanzia bancaria fino al 10%. La combinazione massima può arrivare fino al 60-80% del costo totale dell’investimento per le piccole e micro imprese.

Gli investimenti finanziabili comprendono:

  • ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di strutture turistiche alberghiere ed extralberghiere esistenti (alberghi, motel, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, agriturismi, B&B, dimore storiche, centri benessere);
  • recupero e riconversione di immobili abbandonati da almeno tre anni ubicati in zona A — centri storici — da destinare interamente ad attività ricettiva con almeno 5 camere;
  • realizzazione di nuove strutture extralberghiere tramite restauro conservativo di masserie, trulli, torri e edifici storici di pregio;
  • investimenti in digitale, formazione del personale, tutela ambientale ed efficienza energetica come componenti integrative obbligatorie del pacchetto.

Ogni programma di investimento deve necessariamente includere — oltre agli investimenti produttivi materiali, che non possono superare il 90% del totale — almeno una componente di innovazione o formazione, a cui possono essere associate spese per consulenza specialistica, internazionalizzazione e partecipazione a fiere. Questa struttura integrata distingue il Mini PIA dai contributi ordinari: non si finanzia una semplice ristrutturazione, ma un progetto di sviluppo qualitativo della struttura.

Possono presentare domanda le micro, piccole, medie e grandi imprese che possiedono i seguenti requisiti:

  • sede operativa in Puglia e attività economica classificabile tra i codici ATECO ammissibili dal bando (turismo ricettivo, ristorazione, cultura e turismo esperienziale, stabilimenti balneari e benessere);
  • per le piccole imprese: fatturato medio triennale di almeno 1 milione di euro;
  • per medie e grandi imprese: almeno due bilanci approvati;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi e fiscali e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria.

Per consultare il bando completo, la modulistica e accedere alla procedura di candidatura è possibile accedere al portale dedicato.

Fonte: cliclavoro