Ulteriore rallentamento della crescita economica dell’eurozona nel mese di marzo

 Ulteriore rallentamento della crescita economica dell’eurozona nel mese di marzo

Nel mese di marzo si è registrata la più debole espansione dell’attività economica dall’inizio del 2017, dovuta ad un incremento moderato sia nel settore manifatturiero che terziario. Tale rallentamento, segnalato dagli ultimi dati PMI, ha rispecchiato la combinazione tra la lieve decelerazione della crescita dei nuovi ordini, il maltempo in alcune regioni del nord e le difficoltà incontrate nei tempi di consegna dovuti al recente slancio di crescita.

L’Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale ha indicato a marzo 55.2, in discesa rispetto a 57.1 di febbraio e inferiore alla recente stima flash di 55.3. L’indice principale ha tuttavia registrato un’espansione in ciascuno dei 57 mesi passati. La produzione manifatturiera ha indicato il minor aumento da novembre 2016, mentre l’attività del settore terziario è aumentata al ritmo più debole da agosto dello scorso anno.

I dati PMI nazionali hanno indicato che la natura della ripresa è stata generale, con espansione della produzione in tutte le nazioni monitorate. Tuttavia, anche i segnali di rallentamento della crescita sono stati generali, con le quattro nazioni principali e l’Irlanda che hanno tutte registrato valori moderati nell’indagine dell’ultimo mese.

Marzo ha indicato il più debole aumento del livello dei nuovi ordini in 14 mesi, con segnali di una crescita più lenta in Germania, Francia, Italia e Irlanda. Il tasso di espansione si è mantenuto saldo in Spagna. La crescita delle commesse in entrata è stata tuttavia sufficiente a testare la capacità produttiva, come indicato dal nuovo forte rialzo del lavoro inevaso.

Classifica per Paese della crescita della produzione di marzo

  • Francia 56.3 (flash: 56.2) minimo in 7 mesi
  • Spagna 55.8 minimo in 3 mesi
  • Germania 55.1 (flash: 55.4) minimo in 8 mesi
  • Irlanda 53.7 minimo in 57 mesi
  • Italia 53.5 minimo in 14 mesi

All’incremento delle commesse inevase, le aziende hanno risposto a marzo con l’aumento dei livelli occupazionali per il quarantunesimo mese consecutivo. La crescita dei posti di lavoro è rimasta tra le migliori dell’ultimo decennio, anche se è rallentata al valore più debole da settembre. I tassi di incremento sono stati moderati in tutte le nazioni monitorate, tranne in Spagna.

La creazione occupazionale ha inoltre beneficiato del forte ottimismo economico di marzo, con aziende manifatturiere e terziarie che hanno entrambe mantenuto previsioni positive per i prossimi 12 mesi. Nonostante sia sceso ai minimi in quattro mesi, il livello di fiducia si è mantenuto nettamente superiore alla media del periodo successivo alla crisi finanziaria.

La pressione dei prezzi ha indicato valori moderati nel mese di marzo. L’inflazione dei prezzi di vendita è diminuita ai minimi in tre mesi, mentre i costi hanno indicato il tasso di incremento più lento da settembre.

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L’attività del settore terziario dell’eurozona ha indicato a marzo la più lenta espansione in sette mesi anche a causa dell’indebolimento della crescita dei nuovi ordini. Le previsioni sono rimaste tuttavia positive, con l’occupazione ed il lavoro inevaso in aumento e l’ottimismo* mantenutosi superiore all’andamento di lungo termine.

L’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale di marzo è sceso a 54.9 rispetto a 56.2 di febbraio e alla precedente stima flash di 55.0. Anche se la lettura media dell’indice dell’intero primo trimestre è stata la più alta in sette anni, il recente rallentamento della crescita suggerisce che tale rialzo ha perso lo slancio mostrato ad inizio anno. Sono 56 i mesi in cui si registra un’ininterrotta espansione mensile.

La crescita della produzione è rallentata in tutte le nazioni monitorate dall’indagine. La Francia (minimi in sette mesi), l’Irlanda (minimi in quattro mesi) e la Spagna (minimi in tre mesi) hanno indicato i tassi più netti di espansione. La crescita è stata moderata in Germania e Italia, rispettivamente ai minimi in sette e cinque mesi.

Il volume di nuove commesse ricevute a marzo è continuato a salire a ritmo sostenuto, anche se ha indicato il valore più debole dallo scorso agosto. L’entrata di nuovi ordini è stata sufficiente a testare la capacità, come segnalato dal maggiore aumento del lavoro inevaso che ha registrato uno dei più alti valori degli ultimi sette anni. Tale incremento ha a sua volta incoraggiato le aziende ad aumentare l’occupazione, estendendo la crescita occupazionale a quarantuno mesi consecutivi.

Anche se il tasso di incremento dei posti di lavoro di marzo è rallentato ai minimi in sei mesi, la recente crescita occupazionale è rimasta tra le migliori dell’ultimo decennio. In tutte le nazioni monitorate dall’indagine si è segnalato un aumento delle assunzioni, ma la Spagna è stata l’unica a registrare valori più rapidi di crescita rispetto a febbraio, indicando un record su 11 anni.

Le pressioni sui prezzi di marzo hanno registrato valori moderati, con il rallentamento del ritmo di incremento dei prezzi di vendita e d’acquisto. Detto ciò, quasi tutte le nazioni hanno riportato valori in aumento per entrambi i parametri nel corso del mese, con l’unica eccezione della leggera contrazione dei prezzi di vendita delle aziende terziarie italiane.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Nonostante continui a lavorare a pieno regime, l’economia dell’eurozona di marzo ha perso vigore. Anche se i dati finali PMI hanno mostrato l’aumento più debole dell’attività economica dall’inizio dello scorso anno, a prova che lo scatto di crescita ha toccato valori record, le indagini di marzo mostrano ancora un crescita economica ad un impressionante tasso trimestrale dello 0.6%, percentuale inferiore alla chiaramente insostenibile rapidità dello 0.8-0.9% d’inizio anno. Ci si è sempre aspettati che gli alti livelli del PMI dell’inizio dell’anno facessero qualche passo indietro, ed è importante notare che il rallentamento rappresenta generalmente una riduzione del numero delle aziende che registrano miglioramenti mensili dell’attività, piuttosto che un aumento di quelle che indicano un peggioramento degli affari. Parte della perdita di slancio potrebbe imputarsi a fattori temporanei quali il cattivo tempo ed i vincoli sulle capacità produttive a breve termine, soprattutto la carenza di approvvigionamenti e di forze lavoro. Il capovolgimento di questi ostacoli dovrebbe dunque finalmente aiutare a stimolare la crescita di aprile. Misurare la reale entità di un rallentamento è dunque arduo visti gli ostacoli posti dal maltempo dei mesi recenti. Pertanto i dati PMI di aprile saranno particolarmente importanti per discernere il reale slancio di crescita di base e nel fornirci una guida su una probabile tempistica di un qualsivoglia cambiamento della politica della BCE”.

Redazione

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