Ulteriore rallentamento della crescita nell’eurozona a causa delle nuove contrazioni di Francia e Italia

 Ulteriore rallentamento della crescita nell’eurozona a causa delle nuove contrazioni di Francia e Italia

A 51.7 di novembre, in calo da 51.9 di ottobre, il valore finale dell’Indice Composito Markit PMI® della Produzione nella zona Euro segnala una crescita per il quinto mese consecutivo. Tuttavia, nonostante essere risultato anche al di sopra della stima flash di 51.5, l’indice della produzione ha riportato un rallentamento del tasso di espansione per il secondo mese consecutivo.

L’aumento della produzione tra i manifatturieri ha continuato ad aumentare a forte ritmo, con un tasso di incremento che è salito leggermente fino ai massimi su tre mesi. La ripresa è risultata relativamente modesta nel terziario, con un tasso di espansione del settore che scivola ai livelli più bassi da agosto.

I manifatturieri e le aziende del terziario continuano a beneficiare del miglioramento dei flussi dei nuovi ordini. Il tasso totale di crescita dei nuovi ordini per entrambi i settori è stato modesto, ma tuttavia è risultato ai livelli massimi su due anni e mezzo.

Le tendenze sono rimaste diverse da nazione a nazione. La Germania e l’Irlanda hanno capitanato la ripresa con un certo scarto, in quanto la crescita in Germania è salita ai massimi su 29 mesi, mentre l’espansione in Irlanda è stata ugualmente forte nonostante sia diminuita ai minimi su cinque mesi.

Anche la Spagna ha riportato un aumento della crescita per la terza volta negli ultimi quattro mesi, supportata dal più netto aumento dei nuovi ordini da luglio 2007. Al contrario Francia e Italia sono tornate in territorio di contrazione dopo un breve periodo in cui avevano registrato una crescita.

L’occupazione nell’eurozona è scesa nuovamente a novembre, allungando l’attuale periodo di tagli occupazionali a 23 mesi consecutivi. Francia, Italia e Spagna hanno riportato cali dei livelli occupazionali nel mese di novembre, anche se i tassi di questa contrazione hanno rallentato negli ultimi due paesi. Il calo in Francia ha seguito una leggera crescita che era stata riportata ad ottobre.

La creazione di posti di lavoro è stata registrata in Germania e in Irlanda, con l’aumento in Germania che è stato il più rapido in 20 mesi.

L’inflazione dei prezzi di acquisto è aumentata ai massimi su 11 mesi a novembre, conseguentemente all’aumento dei costi sia registrati dal manifatturiero che dal terziario.

Intanto, le tariffe applicate sono diminuite per il ventesimo mese consecutivo. Francia, Italia e Spagna hanno riportato forti riduzioni delle tariffe, ed anche l’Irlanda ha registrato delle contrazioni modeste dei prezzi di vendita. Al contrario, le tariffe applicate in Germania aumentano ai massimi su nove mesi.

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A 51.2 di novembre, l’Indice sulle Attività Terziarie nell’Eurozona ha indicato un aumento delle attività per il quarto mese consecutivo, anche se ad un tasso modesto che è scivolato al valore più debole dallo scorso agosto.
Germania e Irlanda hanno registrato forti aumenti delle attività, con la crescita che ha toccato il valore massimo su 10 mesi in Germania, mentre rimane ben al di sopra della media d’indagine a lungo termine in Irlanda.
La Spagna ha assistito ad una lieve espansione, comunque la più forte registrata dal giugno del 2010. I veri punti deboli sono risultati la Francia e l’Italia, le cui economie del terziario sono scivolate nuovamente in contrazione.
Per il quarto mese consecutivo crescono i livelli di nuovi ordini, e ad un tasso che è simile a quello record su 27 mesi registrato a settembre. Tuttavia il lieve incremento di nuovi ordini e di attività non è riuscito a prevenire ulteriori perdite di posti di lavoro nel settore. Infatti l’occupazione nel settore terziario ha continuato a contrarsi ogni mese dall’inizio del 2012, con la sola eccezione di settembre.
L’Irlanda ha registrato un altro forte incremento occupazionale nel terziario, e ad un tasso che è rimasto vicino al record su sei anni e mezzo registrato a luglio. La crescita occupazionale ha anche raggiunto i massimi su quasi due anni in Germania; mentre al contrario, Francia, Italia e Spagna hanno indicato forti riduzioni del personale.
Accelera a novembre l’inflazione dei costi di gestione, fino ai massimi su 11 mesi, ma resta comunque al di sotto della media d’indagine a lungo termine. Le aziende del terziario hanno avuto difficoltà nel trasferire l’aumento dei costi di gestione, come appunto evidenziato da un’altra forte riduzione della media delle tariffe applicate. La Germania rimane l’unica nazione che ha riportato un aumento dei prezzi di vendita dei servizi.
Il livello di fiducia per le previsioni nei prossimi 12 mesi nel settore terziario dell’eurozona si è abbassato per il secondo mese consecutivo.
Nonostante gli intervistati si aspettino ancora un miglioramento delle attività per il prossimo novembre 2014, il livello di ottimismo è scivolato ai minimi su tre mesi. Francia e Germania hanno manifestato il livello di ottimismo più basso, mentre l’Irlanda quello più alto.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Il risultato PMI di novembre conferma che l’aumento della ripresa nell’eurozona ha perso la sua forza. Mentre da un lato non si può dimenticare che la regione sta comunque riportando una crescita, in forte contrasto con i cali registrati all’inizio dell’anno, è comunque preoccupante che il tasso di aumento risulta debole. L’indagine suggerisce come l’economia nella regione sia in crescita solo dello 0.2% nel quarto trimestre (sempre che a dicembre si registri un PMI allo stesso livello di quello corrente) in quanto l’aumento registrato nel terzo trimestre era stato solo dello 0.1%. Alcune nazioni mostrano forti segnali di ripresa, specialmente la Germania, dove il PMI indica una possibile crescita dell’economia dello 0.5% nel quarto trimestre. Un ulteriore aumento del PMI in Spagna contribuisce ad indicare un possibile incremento anche in questa regione. Queste espansioni sono state principalmente registrate nel settore manifatturiero, ed in parte sono dovute al recente aumento del commercio globale. Tuttavia, il calo del PMI in Italia e Francia mostra come l’economia di queste due nazioni potrebbe contrarsi nuovamente nel quarto trimestre, e ciò porterebbe l’Italia in recessione per il decimo trimestre consecutivo, mentre la Francia potrebbe tornare nuovamente in territorio di recessione».

Redazione

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