Un nuovo rapporto Fisco-Impresa: pressione fiscale e complessità del sistema tra le prime criticità per l’attrattività del nostro Paese

 Un nuovo rapporto Fisco-Impresa: pressione fiscale e complessità del sistema tra le prime criticità per l’attrattività del nostro Paese

Ha avuto luogo ieri il convegno “Un nuovo rapporto fisco-impresa: cose fatte e cose da fare”, organizzato da AFI (Associazione Fiscalisti d’Impresa) in collaborazione con EY. All’incontro tra gli altri hanno partecipato: Roberto Moro, Presidente AFI, Luigi Casero, Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Donato Iacovone, AD EY Italia, Rossella Orlandi, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze MEF, Vieri Ceriani, Consigliere per le politiche fiscali del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Stefano Screpanti, Generale della Guardia di Finanza.

Durante l’incontro è emerso quanto il fisco stia assumendo una posizione sempre più rilevante tra i diversi fattori in grado di condizionare l’attrattività di un paese: secondo la Banca Mondiale infatti, nel 2015 l’Italia era al 45° posto nella speciale classifica dei paesi più attrattivi a livello mondiale. Anche il World Competitiveness Report sottolinea tra le principali criticità dell’Italia, tra gli altri, la pressione fiscale e la complessità del sistema fiscale stesso.

Tra le diverse pratiche che il Fisco italiano sta adottando per allinearsi ai paesi più avanzati, sono emerse la regolamentazione dell’abuso del diritto, la semplificazione e razionalizzazione della riscossione, la riforma delle sanzioni amministrative e penali, l’estensione degli strumenti deflattivi del contenzioso, la riforma degli interpelli e degli accordi preventivi, il nuovo istituto della cooperative compliance ed il Patent box.

Tali norme prevedono logiche di compliance avanzata basate su un costante dialogo tra contribuenti ed Amministrazione finanziaria e sono intese ad accrescere la competitività del sistema paese. A titolo esemplificativo la recente disciplina del Patent box che ha stimolato circa 5.000 istanze, piuttosto che l’innovativo interpello sui nuovi investimenti destinato auspicabilmente a generare importanti ricadute occupazionali.

Fondamentale inoltre instaurare un costante dialogo fisco-contribuenti per permettere di identificare aree di miglioramento operativo e concordare azioni in grado di incidere sulla operatività.

Commenta Roberto Moro, Presidente AFI, “I tax directors sono impegnati in questo profondo cambiamento dei rapporti tra fisco ed impresa. Ci sentiamo  promotori di massima trasparenza e collaborazione, sicuri che in tal modo si possa garantire alle imprese quella certezza che sta alla base di un rinnovato sviluppo“.

Dichiara Donato Iacovone, AD di EY Italia: “I nuovi modelli di business rispondono sempre più a logiche digitali destinate a trascendere la territorialità delle nazioni. La fiscalità deve cogliere il cambiamento e divenire fattore abilitante degli investimenti e quindi della crescita connessa“.

Redazione

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