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Una mappa per i processi aziendali operativi delle PMI

I processi aziendali pervadono la vita di un’impresa. Per comprendere perché ciò avviene è sufficiente scorrere la definizione stessa di processo aziendale. Un processo aziendale – business process per dirla all’inglese – è un insieme di attività finalizzate allineate alla strategia secondo un opportuno modello di gestione, opportuno perché deve portare con sé esercizi efficienti ed efficaci. In un qualsiasi momento della vita aziendale, dunque, si svolgono più e più processi aziendali a tutti i livelli, siano essi livelli gerarchici (strategico, tattico ed esecutivo scomodando il paradigma della Anthony’s Pyramid) oppure livelli funzionali (operativo, commerciale e amministrativo scomodando il paradigma della Value Chain).

In un’impresa, tuttavia, non tutti i processi aziendali hanno lo stesso peso, che significa che esistono dei livelli preminenti. Nel momento in cui si focalizza la propria attenzione sulle PMI, i livelli preminenti sono quelli operativi, ed è quindi tra quei livelli che si può trovare il maggior numero di processi aziendali. Poiché le PMI rappresentano la spina dorsale delle imprese italiane (i dati che arrivano dal Ministero dello Sviluppo Economico dicono che queste costituiscono il 99% delle aziende, l’81% degli occupati e il 72% del valore aggiunto), verrebbe da pensare che i processi aziendali operativi di una PMI sono stati negli anni pienamente identificati e formalizzati. Sorprendentemente, non è così. Fra parentesi e a riprova di ciò, anni fa uscì una bellissima enciclopedia del management curata dall’Università Bocconi che aveva proprio questo limite: nessuno dei venti e più tomi di cui era composta parlava di processi aziendali operativi – operations per dirla ancora all’inglese – quali la progettazione, la pianificazione, l’acquisto, la produzione, la logistica, la qualità.

I motivi per cui i processi aziendali operativi sono misconosciuti sono tre. Il primo riguarda le risorse e la visibilità di cui dispone una PMI: essendo poche le prime e scarsa la seconda, è difficile che l’accademico o il consulente decida di approcciare una PMI per uno studio o una pubblicazione. Il secondo è inerente alla natura di una PMI: le esigenze di flessibilità, agilità, informalità ed economicità di una PMI rendono i suoi processi aziendali inevitabilmente complessi – quando invece le esigenze di semplificazione, standardizzazione, direzione e coordinamento di una Grande Azienda indirizzano i suoi processi in una direzione che è opposta alla complessità. Il terzo e ultimo motivo ha a che fare con la struttura di una PMI: le dimensioni di una PMI (la definizione che arriva dalla Comunità Europea dice che una PMI ha meno di 50 milioni di euro di fatturato oppure meno di 250 dipendenti) fanno sì che i suoi processi aziendali siano strettamente collegati tra di loro, tanto che per analizzarli serve una non comune visione a 360 gradi dell’impresa, quella stessa visione che caratterizza in modo eccezionale l’imprenditore a capo di una PMI.

Facile affermare che, sebbene misconosciuti, i processi aziendali di una PMI andrebbero conosciuti. Questo perché, ritornando alla definizione data inizialmente di processo aziendale, non tutte le attività all’interno dell’impresa sono finalizzate – si originano sprechi, non tutte quelle finalizzate sono allineate con la strategia – si originano conflitti, e non tutti gli allineamenti avvengono con gestioni efficienti ed efficaci – si originano improvvisazioni. Conoscerli significherebbe allora potere implementare quelli che minimizzano, se non addirittura annullano, sprechi, conflitti e improvvisazioni. Magari ricorrendo al BPM, alias Business Process Management, una nuova disciplina manageriale il cui scopo è proprio quello di ideare, attuare e controllare i processi aziendali.

Il libro

Un libro che spiega come è possibile introdurre e sviluppare il BPM nelle PMI esiste. Quel libro è la seconda fatica di Massimiliano Oleotto, ingegnere udinese che da cinque anni svolge proprio la professione di manager dei processi aziendali – prima in Renato Corti, azienda di Milano che progetta e produce borse di alta moda per le più importanti griffe mondiali, ora in Corvallis Holding, azienda di Padova a capo del Gruppo Corvallis, leader italiano nell’erogazione di servizi IT a banche e assicurazioni. Il libro, che ha intenti volutamente semplificativi e quindi divulgativi, si intitola La mappa dei processi aziendali operativi nelle PMI: come evitare di perdersi in azienda ed è stato recentemente pubblicato dal Gruppo 24 Ore.

Il libro di Oleotto, però, non si limita a spiegare cos’è un processo e come lo si governa ricorrendo allo standard di processi più diffuso, quello dell’ERP, inteso qui come Enterprise Requirements Planning e non come Enterprise Resource Planning, che è il software che lo implementa – per inciso la prima fatica dell’ingegnere udinese, pubblicata nel 2013 ancora dal Gruppo 24 Ore, si intitolava L’implementazione degli ERP e dei suoi fratelli nelle PMI: come evitare le catastrofi in azienda. Il libro fornisce anche una descrizione sintetica di tutti i processi di una PMI, prestando particolare attenzione a quelli operativi: dalle Vendite agli Acquisti, passando per la Progettazione, la Pianificazione, la Produzione, la Logistica, la Qualità e la Contabilità. Inoltre per ogni processo viene disegnata una vera e propria mappa, di modo che, unendo tutte le mappe, si ottiene tutto ciò che accade in una PMI da quando un cliente richiede un prodotto all’azienda a quando l’azienda glielo consegna e oltre, dovendo considerare anche tutte le attività che precedono la richiesta del cliente e seguono la consegna del prodotto.

Il volume esce grazie alla collaborazione di 3 sponsor: Corvallis, Quin e Infracom.

Redazione

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