Riapertura termini per la rivalutazione delle partecipazioni societarie

 Riapertura termini per la rivalutazione delle partecipazioni societarie

L’articolo 1 ai commi 554 e 555 della suddetta Legge, ha disposto la riapertura dei termini per usufruire della rivalutazione delle partecipazioni societarie (anche estere) non negoziate in mercati regolamentati e possedute alla data del 1° gennaio 2017, ai sensi degli articoli 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001.

I possessori di partecipazioni, destinatari di tale norma, sono: le persone fisiche (al di fuori dell’attività di impresa), le società semplici e gli enti non commerciali (sono escluse le società di capitali, le S.n.c., le S.a.s. e le imprese individuali).

E’ necessaria la redazione di una perizia giurata di stima da parte di un esperto entro il 30 giugno 2017 ed il versamento dell’imposta sostitutiva sul valore di perizia entro tale data, pari all’ 8%.

Tale imposta potrà essere rateizzata (maggiorata di interessi) fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, scadenti il 30.6.2017, il 30.6.2018, il 30.6.2019.

La procedura di rivalutazione consente, in sostanza, di affrancare al valore di mercato il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione. I vantaggi di tale procedura si riscontrano soprattutto in occasione di alcune operazioni straordinarie. L’esempio più significativo è la cessione di partecipazioni. Tale operazione, infatti, può giovarsi del beneficio fiscale derivante dal procedimento di rivalutazione per effetto della riduzione (ed in alcuni casi anche del totale annullamento) della plusvalenza imponibile generatasi.

È inoltre possibile procedere alla rideterminazione del costo delle partecipazioni possedute all’1.1.2017, ancorché siano già stati oggetto di rivalutazione in base alle precedenti disposizioni.

In base alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate (circolare n.47/E del 2011) occorrerà:

– far redigere una nuova perizia di stima sui beni;

– versare l’imposta sostitutiva con riferimento al nuovo valore.

Analogamente a quanto previsto in passato, è possibile usufruire di due alternative, ossia:

– scomputare, dall’imposta dovuta per la nuova rivalutazione, l’imposta sostitutiva già versata, pagando quindi solamente la differenza tra l’imposta sostitutiva dovuta in base al nuovo valore rivalutato e l’imposta sostitutiva già versata per la precedente rivalutazione dello stesso bene;

– versare integralmente l’imposta sostitutiva relativa alla nuova rivalutazione, e chiedere il rimborso di quella già versata con la precedente rivalutazione.

Stefano Damagino

Consulente di clientela italiana ed internazionale, ha maturato una significativa esperienza in materia fiscale societaria, con particolare riferimento all’attività fiscale connessa alle operazioni di finanza straordinarie, ristrutturazioni societarie e corporate finance, oltre che all’assistenza fiscale nei confronti di fondi di private equity e fondi immobiliari. Si occupa inoltre di pianificazione patrimoniale internazionale nei confronti di clienti privati, avendo anche sviluppato una forte esperienza nell’ambito della procedura di Voluntary Disclosure. Svolge un ruolo attivo come responsabile della partnership tra lo Studio Rödl & Partner e Borsa Italiana S.p.A. e delle attività di valutazione aziendale e di M&A.

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