Valore record in quasi sei anni del PMI manifatturiero dell’eurozona a causa della crescita più veloce in Germania, Italia e Francia

 Valore record in quasi sei anni del PMI manifatturiero dell’eurozona a causa della crescita più veloce in Germania, Italia e Francia

Aumenta vigore durante la fine del primo trimestre la ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona. Conseguentemente ai maggiori ordini nazionali ed esteri osservati dalle imprese manifatturiere, sono stati riportati tassi di espansione della produzione e dei nuovi ordini più veloci sino a raggiungere valori record in quasi sei anni.

L’Indice finale Markit PMI® del Settore Manifatturiero dell’Eurozona è aumentato a marzo al valore record in 71 mesi di 56.2, in salita da 55.4 di febbraio e invariato rispetto alla precedente stima flash. La media trimestrale del PMI di 55.6 è stata la più alta dal primo trimestre del 2011.

I dati PMI nazionali hanno segnalato come la crescita è stata principalmente in Germania, Paesi Bassi e Austria. Il PMI della Germania è balzato al valore più alto in 71 mesi, causato dal maggiore aumento della produzione da gennaio 2014, dalla maggiore crescita dei nuovi ordini in quasi sei anni e dal tasso di creazione occupazionale superato solo a marzo 2011.

I Paesi Bassi e l’Austria, nonostante i loro PMI siano diminuiti moderatamente rispetto ai loro recenti valori record, si sono piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto. In entrambi i casi, la crescita della produzione è rallentata pur rimanendo elevata in relazione agli standard raggiunti nelle altre nazioni ad eccezione della Germania.

Il tasso di espansione segnalato dal PMI dell’Italia è accelerato a marzo al valore più alto in sei anni, e anche la Francia ha osservato un più forte tasso di miglioramento. La crescita continua a diminuire in Spagna e Irlanda, mentre, così come sottolineato dal PMI greco che sprofonda al secondo valore più basso durante lo scorso anno e mezzo, si intensifica la contrazione in Grecia.

A marzo la tendenza dei nuovi ordini esteri del manifatturiero dell’area euro (incluso il commercio intra eurozona) continua a migliorare. Le esportazioni sono aumentate per il quarantacinquesimo mese consecutivo, con un tasso di crescita che ha raggiunto un valore record in quasi sei anni. Le imprese campione hanno collegato il maggiore afflusso alle migliori condizioni del mercato, agevolato in parte dal relativamente debole tasso di cambio dell’euro.

I nuovi ordini esteri sono aumentati in quasi tutte le nazioni coperte dall’indagine ad eccezione della Grecia. Tassi di espansione più rapidi sono stati segnalati in Germania con un valore record in 82 mesi, Francia, valore record in 3 mesi e Italia con la crescita più veloce in 16 mesi.

L’indagine di marzo ha osservato il trentunesimo mese consecutivo di aumento dei livelli occupazionali manifatturieri. Inoltre, il tasso di creazione occupazionale ha riacquistato il vigore perso a febbraio sino a raggiungere il valore record in quasi sei anni. Dietro l’aumento dell’organico c’è stato il maggiore afflusso dei nuovi ordini, l’incremento maggiore da aprile 2011 del lavoro inevaso e l’ottimismo quasi record d’indagine del livello di ottimismo circa l’attività futura.

Livelli occupazionali in crescita in Germania, Italia, Austria e Irlanda. Inoltre, sebbene più lenti, sono stati riportati aumenti anche in Spagna e Paesi Bassi, mentre la Francia ha registrato solo una minore espansione occupazionale. Tagli del personale sono stati osservati presso i manifatturieri della Grecia per il quarto mese consecutivo.

Rimane elevata la pressione dei prezzi durante la fine del primo trimestre dell’anno. I costi di acquisto manifatturieri sono aumentati ad un tasso simile a quello record in 69 mesi di febbraio, provocando il maggiore aumento dei prezzi di vendita da giugno 2011. L’impatto del costo dovuto alla debolezza dell’euro e l’aumento dei prezzi delle materie prime è rimasto il fattore principale che ha influenzato la tendenza dei costi di acquisto e quelli di vendita.

Inoltre a marzo ci sono stati segnali di un maggiore potere dei fornitori sui prezzi che ha contribuito all’aumento dei costi. I tempi medi di consegna dei fornitori, indicatore principale della pressione sulla catena di fornitura, si sono allungati al livello maggiore da maggio 2011, fattore questo che ha spinto i fornitori ad incrementare ulteriormente i loro prezzi.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: «Il settore manifatturiero dell’eurozona si sta godendo un momento felice all’approssimarsi della primavera, ma sta anche soffrendo per la propria crescita a causa di ritardi delle consegne e aumenti dei costi. Tutti gli indicatori più importanti, ovvero produzione, nuovi ordini ricevuti, esportazioni, lavoro inevaso e occupazione, hanno riportato valori record in quasi sei anni. Ad ogni modo, l’indagine inoltre segnala la più alta incidenza di allungamento dei tempi medi di consegna dei fornitori in quasi sei anni, sottolineando come i fornitori stiano avendo problemi a gestire la crescente domanda. Questi ritardi rappresentano un segnale di allarme circa l’aumento delle pressioni inflazionistiche, in quanto la maggiore richiesta dà ai fornitori la possibilità di incrementare i prezzi. Di conseguenza, i prezzi all’ingrosso sono aumentati al tasso più veloce da metà 2011, nonostante l’indagine di marzo abbia osservato un crollo del prezzo del petrolio e un euro più forte nei confronti del dollaro, mentre gli aumenti dei prezzi dei fornitori sono stati trasferiti ai clienti finali. La crescita è stata generale con una sola eccezione, la Grecia, che sta soffrendo un aumento del tasso di contrazione dell’economia manifatturiera con un forte ed ennesimo crollo a marzo delle esportazioni».

Redazione

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