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Viaggio nel Paese dell’Innovazione: il Sud

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[dropcap]«R[/dropcap]ipartire dalle imprese, dai giovani che hanno idee e voglia di fare, di innovare e rinnovare. Che hanno tutte le possibilità per trovare soluzioni nuove a vecchi problemi, grazie soprattutto alla tecnologia che mette in campo un’ampia varietà di strumenti, primo fra tutti il Web». Con queste parole, Sergio Ragone ci racconta il progetto ReStartSud, nato quasi per caso nella primavera del 2013. Un’idea che ha preso corpo dalla volontà di cambiare la narrazione mediatica che negli anni è stata fatta del Mezzogiorno, dando poca luce alle positività e ai territori virtuosi che esistono e che vivono in questo pezzo di Italia. Un progetto mirato alla valorizzazione di imprese eccellenti e innovative.

Presentiamo ReStartSud…
restartsud-4«ReStartSud è innanzitutto un viaggio che si sostanzia nel suo racconto, nello storytelling digitale che di esso viene fatto dai suoi stessi protagonisti: sei viaggiatori d’eccellenza che, attraverso la Basilicata, hanno fatto tappa nell’edizione del 2013 presso alcune eccellenze economico-produttive della regione. Si tratta di un progetto che nasce soprattutto dalla volontà di mettere al centro il territorio e le sue eccellenze, diretta espressione di una cultura dell’innovazione vera e orientata al cambiamento e alla volontà di superamento dei limiti e, talvolta, dei cliché con i quali si interpretano alcune realtà del Sud Italia. RestartSud è un evento che realizzeremo ogni anno, con la speranza che cresca e che coinvolga un numero sempre maggiore di aziende».

Un progetto nato da chi e che coinvolge quante persone?
«ReStartSud è nato da un’idea della Cubox Communication Network – giovane e dinamica realtà costituita da professionisti della comunicazione. Si tratta di un progetto che mira ad affermarsi e a diventare un format che punti a promuovere una cultura dell’innovazione, attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione dei territori e delle sue eccellenze. Lo staff organizzativo è composto da otto persone, ma a queste vanno aggiunti nove storytellers e gli oltre mille fan che ci hanno seguito sui social network».

Quali sono le aziende che avete coinvolto lo scorso anno?
«Sono eccellenze che appartengono a settori diversi: enogastronomia, industria, artigianato. Imprese innovative quali Azzurra finestre, che si è imposta come leader  in tutta la Basilicata nel settore dei serramenti in PVC e in legno-alluminio, Canonico Orologi, impresa fondata nel  1879  specializzata nella produzione e installazione di orologi da torre e nella elettrificazione di campane, Isomax Porte, leader nella produzione di porte, BBC Extrusion, che opera dal 2008 nel settore della estrusione di leghe di alluminio e nella finitura dei profilati, CMD, azienda che da oltre 40 anni offre una gamma completa di servizi ingegneristici ed è riconosciuta come eccellenza a livello internazionale, e infine azienda agricola Elena Fucci, un punto di riferimento per l’enologia del sud Italia».

Si tratta di un network di imprese?
«Non esattamente. RestartSud è prima di tutto un format comunicativo, teso a raccontare le imprese innovative e moltiplicatrici di innovazione del Mezzogiorno. Il network si genera da solo, nella misura in cui le realtà imprenditoriali raccontate riescono a fare sinergia tra di loro, ma questo non fa parte del nostro progetto».

Come avete selezionato le eccellenze?

L'Azienda Canonico di Lagonegro produce orologi da torre in modo artigianale e li vende in tutto il mondo.

L’Azienda Canonico di Lagonegro produce orologi da torre in modo artigianale e li vende in tutto il mondo.

«Per la prima edizione ci siamo basati molto sulle storie imprenditoriali. Prendiamo ad esempio la Canonico Orologi: la sua è una storia che attraversa il tempo e la geografia, fatta di persone e di una passione per il lavoro ancora viva. Unica ditta del settore nel centro-sud Italia, vanta tra le sue realizzazioni migliaia di impianti, come la costruzione delle orologerie di Capri, della Reggia di Caserta e del Palazzo Reale di Napoli».

Qual è lo scopo della vostra iniziativa?
«La nostra iniziativa si pone un obiettivo molto ambizioso: dare una nuova missione al Mezzogiorno, per noi terra dove l’innovazione può generarsi ed espandersi».

Pensate che un’idea simile possa diventare “progetto pilota” in altre regioni d’Italia?
«È una delle nostre priorità, nel medio e lungo periodo. Un progetto che si chiama RestartSud sottende proprio una dimensione extra-territoriale».

ReStart è quindi un invito sia per le aziende sia per i giovani a farsi forza davanti alla crisi e ad osare e intraprendere…
«I giovani e le idee innovative sono il vero carburante che serve al Sud, e all’Italia, per ripartire. Per fare ciò serve molto coraggio, ma soprattutto servono azioni concrete che vanno necessariamente messe in campo: alta velocità, infrastrutture, investimenti sulla banda larga e la realizzazione di zone economiche speciali, a fiscalità e burocrazia zero così come avviene in altri Paesi (Polonia in primis). Se queste azioni concrete saranno realizzate riusciremo a cambiare il destino di intere comunità e realtà locali».

Cosa vi prefiggete per i prossimi anni?
«Veder crescere le nuove idee e provare a superare lo status quo. Il Mezzogiorno positivo, che vuole cambiare il proprio destino, ha bisogno di molta luce per poter emergere, quasi una contraddizione nella terra del sole».

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Francesca Glanzer

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