La sostenibilità continua a rappresentare una leva di competitività per il settore privato italiano, che nell’attuazione dell’Agenda 2030 è sempre più orientato a tradurre gli obiettivi di lungo periodo in azioni concrete e misurabili. A delineare questo scenario sono i dati raccolti da UN Global Compact Network Italia per il proprio contributo alla Voluntary National Review italiana 2026, presentata all’High-level Political Forum delle Nazioni Unite. UN Global Compact Network Italia riunisce oggi oltre 800 aderenti, con un fatturato complessivo di circa 890 miliardi di euro, pari al 40% del PIL italiano, e nel 2025 ha accolto 150 nuove imprese, registrando il più elevato incremento di adesioni dalla sua costituzione.
La Voluntary National Review rappresenta lo strumento con cui gli Stati membri delle Nazioni Unite rendicontano i progressi compiuti nell’attuazione dell’Agenda 2030. Per l’edizione 2026, UN Global Compact Network Italia ha contribuito alla redazione del documento nazionale con un’analisi dedicata al ruolo del settore privato, elaborata a partire dai dati della Communication on Progress (CoP) 2025 – la rendicontazione annuale obbligatoria delle imprese aderenti all’UN Global Compact – e da un’indagine qualitativa condotta su circa 100 aziende del Network. Il contributo conferma il ruolo di UNGCN Italia come interlocutore di riferimento nel dialogo tra imprese, istituzioni e società civile sui temi dello sviluppo sostenibile.
Il settore privato conferma di essere uno degli attori chiave per l’attuazione dell’Agenda 2030. L’analisi evidenzia un approccio sempre più pragmatico alla sostenibilità, che entra progressivamente nelle strategie aziendali e orienta le decisioni di business. Le imprese riconoscono benefici concreti derivanti dall’integrazione degli SDGs, soprattutto sul piano reputazionale (45%) ed economico (30%). Parallelamente si rafforza l’impegno nelle principali dimensioni ESG: il 96% delle aziende dispone di policy su salute e sicurezza, l’87% sulla parità di genere e il 78% ha adottato policy dedicate all’energia e all’uso efficiente delle risorse. Avanza inoltre l’integrazione dei rischi di sostenibilità nella governance aziendale. Una tendenza coerente con quanto emerge anche dal CEO Study 2025 di UN Global Compact e Accenture, secondo cui il 99% dei CEO a livello globale intende mantenere o rafforzare gli investimenti in sostenibilità e l’88% ritiene oggi più forte il business case della sostenibilità.
Il percorso delle imprese si confronta tuttavia con un contesto esterno sempre più complesso. Le tensioni geopolitiche continuano a generare pressioni sulle catene di fornitura e sui costi, mentre la volatilità dei mercati energetici limita la capacità di pianificare investimenti di lungo periodo. A ciò si aggiungono un quadro normativo sempre più articolato, caratterizzato da sovrapposizioni tra livello europeo e nazionale, incertezze interpretative e oneri amministrativi che incidono soprattutto sulle PMI. In questo scenario, la rendicontazione di sostenibilità si conferma uno strumento di misurazione e miglioramento continuo, capace di orientare le decisioni strategiche delle imprese.
“Nei quattro anni che ci separano dal 2030, le imprese possono fare la differenza nell’ accelerare il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e degli SDGs” ha dichiarato Filippo Bettini, Presidente di UN Global Compact Network Italia. “Per riuscirci hanno bisogno di un contesto abilitante, fondato su regole chiare, strumenti proporzionati alle diverse realtà aziendali, incentivi agli investimenti sostenibili e un sostegno concreto al coinvolgimento delle filiere, in particolare delle piccole e medie imprese. Creare queste condizioni significa mettere il settore privato nelle condizioni di generare un impatto ancora maggiore a favore dello sviluppo sostenibile”.
“La transizione sostenibile richiede una responsabilità condivisa” ha commentato Daniela Bernacchi, Executive Director di UN Global Compact Network Italia. “Il settore privato non è soltanto destinatario delle politiche pubbliche, ma un partner fondamentale nella costruzione delle soluzioni. Rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e società civile è la condizione essenziale per accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030 e trasformare gli impegni in risultati concreti”.
Metodologia
I dati della Communication on Progress si riferiscono alle aziende aderenti con obbligo di rendicontazione CoP nella finestra di rendicontazione 2025. La rendicontazione avviene tramite un questionario standardizzato, da compilare sulla piattaforma digitale dedicata.
L’obbligo di presentare la CoP decorre dall’anno successivo all’adesione: ad esempio, in caso di adesione a marzo 2025, l’obbligo scatterà nel 2026, nella finestra di rendicontazione compresa tra aprile e luglio.
Informazioni sull’UN Global Compact
Il Global Compact delle Nazioni Unite è un’iniziativa speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite che ha il mandato di guidare e sostenere la comunità imprenditoriale globale nel promuovere gli obiettivi e i valori delle Nazioni Unite attraverso pratiche aziendali responsabili. Con più di 22.000 aziende e oltre 2.500 firmatari non profit con sede in 167 paesi e 64 Country Network, l’UN Global Compact è la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale nel mondo.
Il Global Compact delle Nazioni Unite opera in Italia attraverso l’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia), organizzazione costituitasi in Fondazione nel 2013 dopo dieci anni di attività come gruppo informale. Il Network italiano opera anzitutto per promuovere l’UN Global Compact e i suoi Dieci Principi attraverso il dialogo istituzionale, la produzione di conoscenza e la diffusione di buone pratiche di sostenibilità. È, altresì, impegnato nell’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.
