Zinco Service progetta il forno di zincatura a caldo di nuova generazione

 Zinco Service progetta il forno di zincatura a caldo di nuova generazione

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[dropcap]U[/dropcap]na nicchia di mercato in cui è possibile fare innovazione. Da questo presupposto è stata pensata e lanciata l’ultima sfida nel campo della ricerca da Zinco Service, piccola azienda bresciana di servizi per la zincatura a caldo; assieme al Consiglio Nazionale di Ricerche del Canada (NRC), riconosciuto come uno dei centri di ricerca più accreditati al mondo in tema di risparmio energetico ed efficienza dei processi e dei prodotti, riprogetterà interamente il classico forno di zincatura a caldo.

La partnership svilupperà per il 2015 la seconda fase del Progetto Atlas, che prevede la simulazione delle dinamiche di trasferimento termico all’interno dei forni per conseguire l’equilibrio ottimale di utilizzo dell’energia elettrica e ottimizzarne il bilancio energetico.

Mario Ubiali, ad di Zinco Service
Mario Ubiali, ad di Zinco Service

«Solo ciò che si misura può essere migliorato» spiega l’ad di Zinco Service, Mario Ubiali. «Abbiamo scelto di sviluppare un modello di calcolo che non ha precedenti nel nostro settore e di farlo con il preciso scopo di basare la nostra competitività sulla conoscenza».

Il processo di mantenimento in fusione dello zinco, con le attuali tecnologie, è infatti molto energivoro, lasciando spazio alla possibilità di un miglioramento della dispersione del calore, con ampi benefici in termini di ricaduta sull’ambiente e in termini di costi industriali. L’obiettivo dei partner è di ottenere un bilancio energetico decisamente più favorevole, con un risparmio nell’ordine del 30% rispetto agli attuali standard di settore. Per poter raggiungere tale risultato il gruppo di simulazione e diagnostica dell’Istituto dei Materiali Industriali dell’NRC utilizzerà – in affiancamento al proprio cluster di calcolatori – la tecnologia KID, di proprietà della Zinco Service: strumento che non ha pari nel settore per affidabilità di valutazione della corrosione della vasca e della capacità predittiva dell’usura dell’impianto, tanto da essere espressamente richiesto dall’ente canadese come “dote tecnologica” del progetto. Il KID avrà un ruolo primario nel processo di validazione che sarà effettuato su impianti di diversi produttori in ambito internazionale. Inoltre tra Zinco Service, la sua controllante Gimeco anch’essa della partita e NRC verrà creato un Consorzio permanente di ricerca e studio sulla metallurgia della zincatura a caldo e sulle dinamiche di ottimizzazione dei processi ad essa relativi.

Un progetto ambizioso che esprime l’eccellenza delle competenze tecniche e d’innovazione acquisite dall’azienda bresciana, da pochi mesi controllata del gruppo Gimeco di Trezzano Rosa, una delle prime cinque aziende mondiali per fatturato e per numero di impianti progettati ed installati nel settore della zincatura a caldo.

Il progetto, al via in questi giorni, ha un valore iniziale di circa 95 mila euro e costituisce la prima fase del più ampio programma denominato “E-Furnace”, per il quale il gruppo Gimeco investirà un totale di 1,5 milioni di euro in 5 anni, per creare un prototipo funzionante di forno di zincatura a caldo di nuova generazione. «Abbiamo appena presentato alla Commissione Europea il nostro e-Furnace nel contesto di Horizon 2020» aggiunge Ubiali. «Siamo convinti che sarà apprezzato per il contenuto fortemente innovativo in campo energetico e ambientale. Intanto alla Zinco ci prepariamo al ruolo di Project Coordinator, una nuova sfida per le nostre competenze nel campo dell’innovazione tecnologica».

Redazione

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